Pavullo, in 30mila alla Fiera dell’Economia Montana
Ventesima edizione da record per la manifestazione: si studia come ingrandirla nel 2019
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PAVULLO . Complice anche il bel tempo, domenica si è chiusa a Pavullo una quattro giorni da record per la Fiera dell'Economia Montana.
La 20esima edizione è andata in scena sotto il significativo titolo “Emozioni Bio Slow”, sottolineando come mai prima (sulla scia della nuova promozione turistica lanciata a Serra) le peculiarità di un territorio che si distingue per alimentazione genuina (e infatti sono aumentati di parecchio gli stand gastronomici) e uno stile di vita meno frenetico. Ma senza dimenticare la vocazione originale dell'evento, cioè la mostra di mezzi e attrezzature agricole, potenziata anzi anche questa (una trentina gli stand) con la proposta di ciò che permette la migliore produzione. E la formula è piaciuta tantissimo, con fitto afflusso di visitatori a beneficio anche delle attività ricettive del territorio (ristoranti e hotel pieni). Da qui la soddisfazione dell'organizzatore storico: Claudio Marchesi, che da trent'anni ormai con la sua EspoTre tiene le fila dell’evento.
«Saremo arrivati alle 30mila persone nelle quattro serate, un risultato eccezionale - sottolinea - probabilmente il migliore di sempre. Dato molto positivo, e non è un modo di dire, perché in controtendenza rispetto ad altre fiere, in calo. Questa è ormai la più importante della Regione a livello montano, ed è rimasta una vera campionaria, dove in ambito zootecnico vengono messe in vetrina novità importanti». E ci sarebbe la possibilità di crescere ancora: «Potremmo occupare anche altre aree se il Comune ci desse più spazio - nota Marchesi - ma capiamo anche le esigenze di viabilità. Ci sono persone che mi chiedono: “Ma perché non la fate tutti gli anni?”. Il disagio sarebbe troppo per chi abita in zona, però forse una riflessione su come tornare più grandi nel 2019 si può fare». (d.m.)
La 20esima edizione è andata in scena sotto il significativo titolo “Emozioni Bio Slow”, sottolineando come mai prima (sulla scia della nuova promozione turistica lanciata a Serra) le peculiarità di un territorio che si distingue per alimentazione genuina (e infatti sono aumentati di parecchio gli stand gastronomici) e uno stile di vita meno frenetico. Ma senza dimenticare la vocazione originale dell'evento, cioè la mostra di mezzi e attrezzature agricole, potenziata anzi anche questa (una trentina gli stand) con la proposta di ciò che permette la migliore produzione. E la formula è piaciuta tantissimo, con fitto afflusso di visitatori a beneficio anche delle attività ricettive del territorio (ristoranti e hotel pieni). Da qui la soddisfazione dell'organizzatore storico: Claudio Marchesi, che da trent'anni ormai con la sua EspoTre tiene le fila dell’evento.
«Saremo arrivati alle 30mila persone nelle quattro serate, un risultato eccezionale - sottolinea - probabilmente il migliore di sempre. Dato molto positivo, e non è un modo di dire, perché in controtendenza rispetto ad altre fiere, in calo. Questa è ormai la più importante della Regione a livello montano, ed è rimasta una vera campionaria, dove in ambito zootecnico vengono messe in vetrina novità importanti». E ci sarebbe la possibilità di crescere ancora: «Potremmo occupare anche altre aree se il Comune ci desse più spazio - nota Marchesi - ma capiamo anche le esigenze di viabilità. Ci sono persone che mi chiedono: “Ma perché non la fate tutti gli anni?”. Il disagio sarebbe troppo per chi abita in zona, però forse una riflessione su come tornare più grandi nel 2019 si può fare». (d.m.)
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