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Tentato omicidio di Luciano Pancaldi: tutti condannati 

Tentato omicidio di Luciano Pancaldi: tutti condannati 

Vignola. Nove anni alla figlia Cristina e otto al compagno Piccolo sconto al mediatore e stangata per l’accoltellatore

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VIGNOLA. La sentenza emessa dal Gup Andrea Romito sancisce una prima conclusione al tentato omicidio di Luciano Pancaldi, avvenuto nel novembre 2015: i quattro che hanno agito, pur con ruoli differenti, avevano tutti paritario valore. Non ci sono istigatori ed esecutori circuiti, ma l’unica vittima resta il 75enne, che oltre ad aver rischiato la vita - colpito da 9 coltellate - deve convivere con l’angoscia di conoscere il nome del mandante del tentato omicidio: la figlia Cristina. È lei, infatti, che incassa la condanna più pesante: 9 anni e nessuna attenuante generica. Il giudice ha di fatto confermato la richiesta del pm, Paquale Mazzei, che aveva chiesto 9 anni e quattro mesi. È stata la 48enne ad innescare il diabolico piano con un solo obiettivo: incassare l’eredità del padre. A farle da spalla c’è sempre stato il compagno, Fabio Rasponi, che l’ha assecondata in tutto, dalla ricerca degli esecutori materiali al tentativo di dissimulare l’inchiesta anche con alcune dichiarazioni pubbliche nell’immediata agguato. Per il 40enne, l’accusa aveva chiesto 9 anni e quattro mesi. La stessa proposta di condanna che Mazzei aveva avanzato anche per Rosario Sambasile, 36 anni, considerato l’intermediario tra la coppia e il killer. Il gup ha optato per otto anni di pena, con l’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Inglima, che da alcuni mesi si trova agli arresti domiciliari e autorizzato a recarsi al lavoro.

In carcere, invece, così come la coppia Rasponi-Cristina Pancaldi, rimane Salvatore Vascoli, 41 anni. A lui venne affidato il compito di uccidere Luciano Pancaldi e in effetti tentò anche di farlo, colpendolo con nove fendenti nei pressi del comando della polizia municipale di Vignola. Avrebbe agito a fronte del pagamento - promesso - di 10mila euro, gli stessi che i mandanti avevano garantito anche a Sambasile. Difeso dall’avvocato Francesco Muzzioli, Vascoli è stato l’unico ad ammettere le proprie responsabilità, fornendo una confessione che evidentemente non ha aggiunto granché a quello che i carabinieri avevano già raccolto sul campo e grazie alla testimonianza della vittima. A ottobre Vascoli aveva anche tentato di patteggiare due anni e quattro mesi, richiesta rigettata. E adesso è arrivata la stangata del giudice che lo ha condannato a otto anni, gli stessi degli altri due sodali a fronte dei sei che aveva chiesto l’accusa.

Ma per capire i gradi di responsabilità riscontrati dal gup Romito serviranno novanta giorni, il termine previsto per le motivazioni. A quel punto i condannati e i loro avvocati valuteranno, come sembra già scontato, se fare appello. Pancaldi e Rasponi saranno però rappresentati da Luca Lugari, nominato dopo che la precedente legale aveva rimesso il mandato a ridosso dell’udienza in cui è stata letta la sentenza. Il giudice non ha infine disposto alcuna provvisionale nei confronti di Luciano Pancaldi, che si era costituito parte civile, disponendo il pagamento delle spese processuali e rinviando il risarcimento in sede civile.(fd)

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