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Aprono nuovi locali al posto del Flunch «Cinquanta assunti» 

Aprono nuovi locali al posto del Flunch «Cinquanta assunti» 

Da oggi a Grandemilia in attività Old Wild West e Pizzikotto Filcams: «Ma nessuno ha richiamato i lavoratori licenziati»

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Al centro commerciale Grandemilia, pochi mesi dopo la chiusura del ristorante Flunch, aprono due nuovi locali: una pizzeria e un ristorante con specialità di carne. Ad aprire le nuove attiovità è la Cigierre spa, gruppo friulano colosso della ristorazione “a tema”.

Oggi iniziano l’attività la steak house Old Wild West e la pizzeria Pizzikotto. Nei due locali – annuncia la società – “hanno trovato impiego 50 persone, professionisti accuratamente selezionati ai quali è stato destinato un programma di formazione ad hoc studiato”. Oltre 550 metri quadri arredati in perfetto stile western e circa 240 posti a sedere per Old Wild West, dove si potranno gustare hamburger e carni “di alta qualità”. La catena è già presente in provincia di Modena e in regione con altri tredici ristoranti.

Ed è proprio l’Emilia Romagna la terra natale di Pizzikotto, una catena di pizzerie fondata nel 2005 dai fratelli Franco e Matteo Montanari e acquisita dal gruppo friulano a novembre dello scorso anno. Al centro commerciale Grandemilia, Pizzikotto si sviluppa su una superficie di oltre 470 metri quadri e può accogliere circa 170 persone.

Tutto bene? L’apertura di nuove strutture, al posto del Flunch, e la creazionen di posti di lavoro sono fatti comunque positivi, ma che fine hanno fatto gli oltre trenta lavoratori licenziati dal ristorante che ha chiuso alla fine dell’anno passato, tra polemiche e manifestazioni anche all’interno del centro commerciale?

«Nessuno è stato riassorbito dai nuovi locali - spiega Rosa Dammicco della Filcams Cgil – Abbiamo lavorato a lungo, come sindacato, per trovare una soluzione che desse una prospettiva di impiego a quei lavoratori, in gran parte donne. Abbiamo coinvolto la direzione del centro commerciale, affimchè sensibilzzasse i nuovi gestori; abbiamo registrato anche l’impegno dell’amministrazione comunale… ma alle parole non sono seguiti fatti e nessuno di quei lavoratori è stato richiamato».

Per i trentacinque lavoratori che hanno perso il posto non ci sono ammortizzatori: «Attualmente sono tutti p disoccupati – conferma la sindacalista della Filcams Cgil – oppure svolgono lavori precari».

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