FIORANO
Ciconte e la lotta alla violenza
Dalla mafia al femminicidio un incontro su come combattere
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FIORANO. “Laddove la speranza viene contrastata dalla sola rassegnazione e la vergogna trova nel silenzio la forma di espressione congeniale ai propri fini, la violenza ha la meglio su chi ne subisce i soprusi, poiché la conoscenza, unica arma efficace contro i prepotenti, perde ogni effetto”.
Nella splendida cornice del castello di Spezzano, si è tenuto l’evento: “Voci per dissentire in coro: contro la violenza mafiosa e di genere”, durante il quale, l’assessore alle politiche culturali Morena Silingardi ha potuto confrontarsi con Enzo e Merilia Ciconte sui temi delle loro recenti pubblicazioni, intitolate rispettivamente: “Borbonici, patrioti e criminali” e “Dopo il Buio”. L’incontro, reso particolare dall’inusuale accostamento di tematiche apparentemente molto differenti tra loro, quali mafia e femminicidio, ha visto anche la partecipazione del sindaco Francesco Tosi, il quale ha affermato che «per far trionfare la giustizia è necessaria la conoscenza delle cose».
La presentazione dei testi, intervallata dall’esecuzione di alcuni brani intonati dal gruppo vocale e strumentale “NoiInArte”, si è inizialmente soffermata sulle problematiche e le paure riscontrate dalle donne soggette a violenze allo stesso tempo fisiche, psicologiche ed economiche. Infine, attraverso le parole di Enzo Ciconte, è stato possibile venire a conoscenza di come, in età rinascimentale, una cultura politica caratterizzata dall’uso spregiudicato della violenza e un analisi approssimativa del Mezzogiorno, permisero ai neonati mafiosi di saldare i propri interessi con povera gente, borghesia e classe dirigente.
Davide Vanni
Nella splendida cornice del castello di Spezzano, si è tenuto l’evento: “Voci per dissentire in coro: contro la violenza mafiosa e di genere”, durante il quale, l’assessore alle politiche culturali Morena Silingardi ha potuto confrontarsi con Enzo e Merilia Ciconte sui temi delle loro recenti pubblicazioni, intitolate rispettivamente: “Borbonici, patrioti e criminali” e “Dopo il Buio”. L’incontro, reso particolare dall’inusuale accostamento di tematiche apparentemente molto differenti tra loro, quali mafia e femminicidio, ha visto anche la partecipazione del sindaco Francesco Tosi, il quale ha affermato che «per far trionfare la giustizia è necessaria la conoscenza delle cose».
La presentazione dei testi, intervallata dall’esecuzione di alcuni brani intonati dal gruppo vocale e strumentale “NoiInArte”, si è inizialmente soffermata sulle problematiche e le paure riscontrate dalle donne soggette a violenze allo stesso tempo fisiche, psicologiche ed economiche. Infine, attraverso le parole di Enzo Ciconte, è stato possibile venire a conoscenza di come, in età rinascimentale, una cultura politica caratterizzata dall’uso spregiudicato della violenza e un analisi approssimativa del Mezzogiorno, permisero ai neonati mafiosi di saldare i propri interessi con povera gente, borghesia e classe dirigente.
Davide Vanni
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