FIUMALBO
Novanta ciliegi abbattuti I proprietari fanno denuncia
FIUMALBO . Novanta ciliegi accanto all’agriturismo “Borgo dei celti” a Doccia del Cimone sono stati abbattuti. I proprietari non hanno dubbi: si tratta di un gesto premeditato che aveva la chiara...
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FIUMALBO . Novanta ciliegi accanto all’agriturismo “Borgo dei celti” a Doccia del Cimone sono stati abbattuti.
I proprietari non hanno dubbi: si tratta di un gesto premeditato che aveva la chiara intenzione di danneggiarli. Per questo, è stata sporta denuncia ai carabinieri di Pievepelago.
«Il fatto dev’essere avvenuto nel periodo che va dal 20 maggio ai primi di giugno - spiega Simone Papanti, titolare dell’agriturismo - Noi siamo di Pisa e siamo ritornati al “Borgo dei celti” per le operazioni di manutenzione, per tagliare l’erba con il trattore. Così, abbiamo notato che gli alberi erano stati tagliati in modo netto, pare con un machete. Il taglio è stato effettuato al piede, nel punto più basso della pianta. Sono stati presi di mira una novantina di esemplari, su 1400 metri quadrati di territorio. Ci dispiace moltissimo di questo gesto compiuto ai nostri danni, non solo per la perdita economica in sè, quanto perché abbiamo acquistato terreni e fabbricati qui, compiendo numerosi sforzi: siamo innamorati di questa porzione d’Appennino- prosegue Papanti - Non siamo mai stati minacciati, abbiamo sempre cercato di mantenere buoni rapporti con tutti. Per questo siamo doppiamente rammaricati». (s.a.)
I proprietari non hanno dubbi: si tratta di un gesto premeditato che aveva la chiara intenzione di danneggiarli. Per questo, è stata sporta denuncia ai carabinieri di Pievepelago.
«Il fatto dev’essere avvenuto nel periodo che va dal 20 maggio ai primi di giugno - spiega Simone Papanti, titolare dell’agriturismo - Noi siamo di Pisa e siamo ritornati al “Borgo dei celti” per le operazioni di manutenzione, per tagliare l’erba con il trattore. Così, abbiamo notato che gli alberi erano stati tagliati in modo netto, pare con un machete. Il taglio è stato effettuato al piede, nel punto più basso della pianta. Sono stati presi di mira una novantina di esemplari, su 1400 metri quadrati di territorio. Ci dispiace moltissimo di questo gesto compiuto ai nostri danni, non solo per la perdita economica in sè, quanto perché abbiamo acquistato terreni e fabbricati qui, compiendo numerosi sforzi: siamo innamorati di questa porzione d’Appennino- prosegue Papanti - Non siamo mai stati minacciati, abbiamo sempre cercato di mantenere buoni rapporti con tutti. Per questo siamo doppiamente rammaricati». (s.a.)
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