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Rissa padroni-affittuario In quattro all’ospedale 

di Valentina Corsini
Rissa padroni-affittuario In quattro all’ospedale 

Mirandola. Proprietaria soprende in casa l’uomo sfrattato e scoppia un alterco Coinvolti la figlia e il cugino dei due. «Scomparsa la stufa e danni ovunque»

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MIRANDOLA. Gran brutta rissa quella scoppiata lunedì tra una 47enne originaria della Moldavia che vive in paese, la figlia e due magrebini, uno dei quali in affitto nella casa di proprietà della donna e del marito, in via Imperiale a Mortizzuolo. Sono volate parole grosse finchè il marocchino non è passato ai fatti, mettendo le mani al collo alla donna, che è finita al pronto soccorso di Mirandola insieme alla figlia 26enne. La ragazza era giunta in soccorso della madre e ha imbracciato una mazza da baseball con cui ha spaccato il vetro della macchina del magrebino, a sua volta ferito alla mano dalla lama di un coltello durante la zuffa.

Tutto è nato da una lettera di sfratto che la moldava ha fatto preparare da uno studio legale di fiducia, dopo i ripetuti danni che l’uomo le aveva fatto in casa. Lettera che imponeva al marocchino di abbandonare l’abitazione entro il 15 giugno. L’uomo, prima di andarsene, ha preteso la restituzione della caparra di 600 euro. Che la donna non era intenzionata a dargli «perché ci ha spaccato diversi sanitari e mobilio nell’appartamento e rubato una stufa a pellet da duemila euro», hanno puntualizzato ieri la donna e il marito. Fatto sta che lunedì pomeriggio, la 47enne, passando per caso in via Imperiale, ha notato che non solo il marocchino non se ne era andato ma stava “lavorando” sul tetto dell’abitazione. «Gli ho chiesto cosa stesse facendo e mi ha risposto che stava cambiando l’antenna - racconta la donna -allora gli ho detto che in casa non avrebbe dovuto nemmeno più esserci. A quel punto è sceso e, insieme ad un cugino, mi ha subito presa a male parole: “Sei una puttana, ti ammazzo” mi ha urlato. Poi quando mi si è lanciato contro come un pazzo, mi ha messo le mani al collo e continuava a strattonarmi forte. Ero da sola e spaventata a morte, ho chiamato i carabinieri e mio marito. Che purtroppo, però, non mi ha risposto perché era al lavoro. Così ho telefonato a mia figlia maggiore, è arrivata subito».

Ma la situazione è degenerata. «Mia figlia, preoccupata per quello che quei due uomini mi stavano facendo, per difendermi ha lanciato la mazza contro la macchina del marocchino che si è infuriato. Così ho raccolto un coltello, che ho visto su una finestra, sperando si allontanasse, ma non c’è stato nulla da fare: continuava ad assalirci, ha anzi preso e impugnato il coltello dalla parte della lama, si è ferito alla mano». All’arrivo dei carabinieri per terra svenuti c’erano sia la figlia della donna che l’affittuario, il quale prima di star male ha chiamato l’ambulanza, parlando a sua volta di una aggressione. Tutti sono andati all’ospedale di Mirandola. Ieri mattina magrebino e cugino , referto medico alla mano, hanno querelato le due donne. Che hanno fatto altrettanto nel pomeriggio. Ma la questione ha tutta l’aria di non finire qui.

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