IL DOLORE DEI COLLEGHI DI LAVORO
«Sempre pronto ad aiutare altri»
Il titolare Nunzio Annovi: «Perfettamente integrato da 17 anni»
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La morte di Abdellatif Faroudi, ha lasciato un solco profondo di dolore nel suo datore di lavoro. «Era una persona di un'altra categoria e questo non lo dico dopo la disgrazia ma da sempre e perchè si è meritato la stima mia e dei suoi colleghi di lavoro dimostrando sul campo la sua onestà e la sua dedizione». Nunzio Annovi, titolare della Annovi srl, azienda di via degli Edili che produce strumenti e attrezzature per la lavorazione delle resine, è stato pesantemente colpito dalla tragedia accaduta al proprio dipendente.
«Persona eccezionale, tra i più bravi dell'azienda – continua – sempre disponibile, a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno. Era diligente quando lavorava nella sua postazione, sempre disponibile ad aiutare gli altri. Anche la sua famiglia è distrutta. So che porteranno la salma in Marocco. Li capisco e se ci sarà bisogno di qualcosa mi metterò a disposizione per aiutarli. Era una brava persona, con una brava famiglia: praticamente uno dei nostri». I colleghi lo ricordano per la cordialità che ha sempre avuto con tutti. «Si era integrato bene fin da subito – raccontano – e anche con le colleghe era sempre stato rispettoso e deferente. Lavorava qui da 17 anni e col suo modo educato non aveva mai dato problemi e si trovava bene con tutti. Noi siamo una ventina e siamo un po' come una grande famiglia. Spesso ci parlava dei suoi figli, cui era legatissimo. Franco, così lo chiamavamo in ditta, ci mancherà moltissimo».
Alfonso Scibona
«Persona eccezionale, tra i più bravi dell'azienda – continua – sempre disponibile, a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno. Era diligente quando lavorava nella sua postazione, sempre disponibile ad aiutare gli altri. Anche la sua famiglia è distrutta. So che porteranno la salma in Marocco. Li capisco e se ci sarà bisogno di qualcosa mi metterò a disposizione per aiutarli. Era una brava persona, con una brava famiglia: praticamente uno dei nostri». I colleghi lo ricordano per la cordialità che ha sempre avuto con tutti. «Si era integrato bene fin da subito – raccontano – e anche con le colleghe era sempre stato rispettoso e deferente. Lavorava qui da 17 anni e col suo modo educato non aveva mai dato problemi e si trovava bene con tutti. Noi siamo una ventina e siamo un po' come una grande famiglia. Spesso ci parlava dei suoi figli, cui era legatissimo. Franco, così lo chiamavamo in ditta, ci mancherà moltissimo».
Alfonso Scibona
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