Modena, temperature record e nelle campagne arriva la grande sete
Per i prossimi quindici giorni termometro alle stelle. Niente pioggia, il Po cala e nei campi il pericolo siccità
MODENA. La grande sete della campagna ha concesso una piccola, piccolissima tregua ma le due prossime settimane saranno di fuoco e non solo per le temperature. Se a Modena e nella pianura verso la Bassa sono attese temperature massime di 36°-37° nei prossimi giorni, la pioggia breve e intensa di mercoledì scorso ha concesso una tregua nei prelievi d’acqua dei consorzi di bonifica. Al Parmigiana Moglia ad esempio, che copre oltre al Reggiano le campagne lungo il Secchia da Campogalliano a Carpi e ancora verso la Bassa, le chiamate sono passate da 700/800 a 200 al giorno per prenotare le irrigazioni, ma già ieri erano risalite a 250. E il peggio deve ancora arrivare anche il Po resta a quota 16,90 metri, ovvero qualche decimetro in più o in meno del minimo storico degli anni 2003 e 2012.
I laghi alpini hanno ancora una discreta riserva d’aqua (Maggiore, Iseo e lago di Como) ma il guaio è che in Italia non esiste un’unica autorità di bacino che possa ordinare l’apertura di questi serbatoi naturali. Bisogna arrivare ai livelli drammatici del 2003 per scoprire il divieto di prelievo delle derivazioni, quando l’Autorità di bacino del Po ha fatto la voce grossa.
Visto che non piove, Hera ha definito un piano di approvvigionamento per prevenire eventuali emergenze. Di qui la richiesta ad alcuni comuni dell'Appennino bolognese di emettere ordinanze per limitare l'uso dell'acqua potabile.
«Sui territori gestiti - spiega la multiutility - non si evidenziano situazioni di criticità tali da compromettere la continuità del servizio».
Questo grazie anche agli interventi degli ultimi anni.
Quali sono stati? Hera li elenca puntigliosamente. «Siamo partiti - osservano in una nota - dall'integrazione dei sistemi acquedottistici, ad esempio nel modenese, fino a quelli di interconnessione e potenziamento delle reti nell'appennino bolognese».
Oltre al monitoraggio continuo delle reti idriche sia tramite il sistema di telecontrollo sia con attività sul campo (come sezionamenti, misure di portata e pressione nei punti più sfavorevoli della rete), per alcuni territori più critici, Hera ha già definito un piano di approvvigionamento da mettere in campo qualora si verifichino deficit di portata, ad esempio attraverso l'uso autobotti o con l'eventuale limitazione dei consumi alle utenze che hanno più bisogno d'acqua.
Inoltre, in via cautelativa, la multiutility ha richiesto ad alcuni Comuni dell'appennino bolognese (Alto Reno Terme, Camugnano, Castel d'Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monte S. Pietro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Valsamoggia e Vergato) di emettere ordinanze per contenere l'utilizzo dell'acqua potabile e all'indicazione di limitazioni nell'uso extra-domestico. L'invito ad un utilizzo consapevole dell'acqua, però, «è rivolto all'intero territorio gestito dell'Emilia Romagna», conclude Hera.
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
