Modena. Una vita in musica: Giulia da ascoltatrice a dj
La Salvi è una delle principali voci di Virgin Radio «Fin da bambina affascinata da questo mondo»
MODENA. Tornava a casa da scuola e correva davanti alla televisione per vedere i programmi musicali: Mtv era il suo preferito. Fin da giovanissima la musica era tra i suoi principali interessi e quando le è stata data l’opportunità di vedere da vicino quel mondo fatto di note, cantanti e rock band non ci ha pensato due volte: l’ha colta immediatamente. Di chi stiamo parlando? Di Giulia Salvi, una delle principali voci ai microfoni di Virgin Radio. Originaria della provincia di Modena, ma attualmente residente a Milano, subito dopo le superiori diventa vee-jay di All Music e dopo un anno inizia a lavorare a Virgin Radio. Oggi ha un programma tutto suo, appunto #giulia, che va in onda dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 14. Noi l’abbiamo incontrata e le abbiamo rivolto qualche domanda.
Hai iniziato alla radio giovanissima, poco più che maggiorenne. Come si diventa speaker radiofonico?
«Ho sempre avuto la passione per la musica; ricordo che quando tornavo a casa da scuola mi mettevo davanti alla televisione e guardavo Mtv. Sapevo che quello era il mondo in cui avrei voluto lavorare, ne ero affascinata. Poi il colpo di fortuna. Avevo saputo che a Virgin Radio, le cui trasmissioni erano iniziate da poco, cercavano una voce femminile, con un minimo di esperienza nel settore. Così mi son buttata e sono stata presa. Quando si dice il tempismo… Poi, certo, quello non sarebbe bastato. Mi sono impegnata per portare avanti l’occasione che mi era stata data».
Quali sono le caratteristiche richieste ad uno speaker alla radio?
«Innanzitutto consapevolezza rispetto a ciò che si dice. Bisogna sempre tenere presente che molte persone, quando trasmetti alla radio ti ascoltano, e il nostro pubblico in particolare è piuttosto esigente e preparato. Inoltre, adesso coi social network è un attimo essere smentiti in diretta. Un’altra caratteristica è la passione per la musica, non solo per il rock. Bisogna avere uno sguardo vigile sull’intero panorama musicale a livello mondiale. Infine, è sempre bene tener presente che quando si lavora per un emittente come Virgin Radio, che ha un ascolto a livello nazionale, si deve fare un passo indietro rispetto al proprio punto di vista e alla propria opinione personale: è un’azienda a tutti gli effetti».
A soli 29 anni hai già intervistato artisti di altissimo livello. Qual è stata un’intervista che ricordi con piacere? E chi ti piacerebbe intervistare?
«Quella a David Gilmour, voce storica dei Pink Floyd, proprio perché è una leggenda nella storia della musica e sicuramente anche quella a Steven Tyler, frontman degli Aerosmith. Ricordo molto bene anche l’intervista ai fratelli Gallagher, quando sono venuti ospiti negli studi di Virgin Radio. Oltre all’emozione di poter parlare e conoscere di persona due musicisti del loro calibro, ero preoccupata che qualcosa andasse storto. Chi li segue sa che le loro reazioni sono inaspettate, invece è andato tutto bene. Tra i gruppi che vorrei intervistare ci sono i Radiohead».
Cos’altro ti piacerebbe fare?
«Incrementare la parte televisiva di questo lavoro. Da quando Virgin Radio è passata sotto la direzione di Mediaset sono stata ospite, diverse volte, a Tgcom24. Ecco, mi piacerebbe molto poter lavorare anche in televisione, ma non abbandonerò mai la radio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

