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Modena. Viale Gramsci, scatta il giro di vite

di Stefano Totaro
Modena. Viale Gramsci, scatta il giro di vite

Blitz della polizia nell’accampamento abusivo nell’ex mercato ortofrutta. Al via controlli a tappeto al parco XXII Aprile

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MODENA. Giro di vite immediato nella zona di viale Gramsci . Dopo l’affissione di manifestini stile “wanted” con le foro di alcuni spacciatori in azione e dopo l’individuazione da parte del nostro giornale di un piccolo accampamento creato all'interno dell’ex mercato ortofrutticolo, ecco che le forze dell'ordine sono scese con forza in campo. Nella tarda serata tra lunedì e martedì è scattato il blitz della polizia nell’area delle ex strutture: ex borsa merci, ex mercato ortofrutticolo, ex mercato bestiame. In attesa che parta il progetto di rinascita di quella ampia fascia, con investimenti strutturali e insediamenti innovativi, lo stato di abbandono è evidente a tutta la cittadinanza e via del Mercato ne è in pratica il simbolo: le strutture vuote che si “animano” di sera oppure che vivono di sporadiche apparizioni di stranieri in bicicletta che entrano ed escono, di notte le prostitute a fare affari. Il blitz dicevamo era più che mai auspicabile e l’intervento è arrivato puntuale.

Alcuni equipaggi della polizia hanno scavalcato recinzioni e si sono trovati davanti al panorama che avevamo descritto nell’edizione di ieri: una “casetta” piazzata nel bel mezzo del grande capannone, con area letto, cucina alimentata da fornellini a gas, niente elettricità ma candele, acqua in abbondanza grazie all’idrante collegato con la loro struttura, sala confezionamento droga, lavanderia e bagni nei vani ai lati del grande spiazzo.

All'interno della casetta e del capannone la polizia ha trovato e bloccato una decina di stranieri: sono stati tutti identificati, alcuni denunciati perché clandestini. Droga? Addosso non avevano nulla e le ricerche all'interno di eventuali nascondigli erano difficili a causa della mancanza di luce. L’allacciamento con l'idrante è stato bloccato e gli inquilini sono stati mandati all'esterno.

Una segnalazione è stata inviata al Comune affinché provveda allo sgombero delle strutture abusive e alla “messa in sicurezza” dell’area con interventi per eliminarne i facili accessi, interventi per evitare che vengano effettuati nuovi allacciamenti all’acqua potabile e quant’altro. Necessario lo sgombero: le notti a lume di candela sono a rischio d’incendi. Luca Bagnoli, Lega Nord: «La scoperta della casetta dello spaccio è l'ennesima prova dell'incapacità di controllare il territorio da parte del Comune, gli spacciatori, sono così tranquilli che hanno trovato una residenza e vi accedono indisturbati dal mattino alla sera; questi sono i risultati del lavoro Muzzarelli-Chiari. Al di là dei proclami del sindaco, i risultati non si sono mai visti, i residenti rischiano facendo fotografie e denunciando la situazione, ma non sembra servire a molto; sarebbe ora che Muzzarelli e Chiari si assumessero le loro responsabilità ammettendo i fallimenti».

Nel frattempo l’attività della polizia non si ferma qui. Sono stati acquisiti alcuni volantini con le immagini degli spacciatori ed è probabile che, in tempi brevissimi, si effetti un controllo straordinario al parco XXII Aprile, il luogo “di lavoro” degli spacciatori che ad ogni ora, in giro, sule panchine, con staffette di corrieri in bicicletta, vendono dosi di droga ai clienti. Un giro che parte dal parco, tocca la vie limitrofe, si estende all’R-Nord, prosegue nella zona di viale Gramsci, via dell’Abate, stazione dei treni, sfocia complessivamente nell'area del tempio per poi chiudersi nuovamente al di là del cavalcavia, di nuovo al quartiere Crocetta. Un giro che i residenti conoscono molto bene. Non per nulla il comitato di viale Gramsci ha raccolto centinaia di firme contro lo spaccio e il degrado che regna, a causa di questo giro nella zona che è sempre attivo. Dopo gli sgomberi nei garage occupati abusivamente, dopo il blitz nell’ex mercato ortofrutta, ora in loco auspicano presenze e controlli costanti: «Solo con una presenza duratura e costante si ottengono risultati, si fa capire a chi delinque che qui non è aria».
 

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