«Aemilia, confermate la condanna di Gerrini»
La Procura Antimafia chiede ai giudici 28 mesi per l’ex capo ufficio di Finale Sconto di pena per il pentito Giglio. Comune e Provincia invocano il risarcimento
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FINALE. Oltre dieci ore di processo in cui la Procura generale Antimafia ha esposto ai giudici del processo d’Appello di Aemilia le proprie valutazioni, completando le richieste di condanna. Un lavoro certosino, quello proposto dai magistrati, che hanno analizzato nel dettaglio la posizione di ogni singolo imputato, cercando di offrire ai giudici una visione complessiva, ma estremamente dettagliata di come la ’ndrangheta si fosse inserita nel territorio emiliano. E nella requisitoria è finito anche Giulio Gerrini, l’ex capo ufficio dei Lavori pubblici del Comune di Finale, accusato di abuso d’ufficio continuato. Il geometra, tuttora sospeso a metà stipendio dal suo lavoro in municipio, era stato condannato in primo grado a 28 mesi con il giudice che non aveva riscontrato, come era già avvenuto sia da parte del Gip che dal Riesame, l'aggravante per aver favorito l'infiltrazione. La triplice valutazione ha convinto anche la Procura che infatti non si è appellata contro il mancato riconoscimento dell’aggravante. Per lui - ultima posizione ad essere analizzata - è stata proposta la conferma di condanna. Ha parlato anche l’avvocato Valeria De Biase, che rappresenta il Comune e la Provincia di Modena. La legale ha ribadito che la sentenza fa buon governo delle risultanze processuali, chiedendo che i giudici confermino la condanna, ma ha anche invocato quella provvisionale che in primo grado il tribunale non aveva accettato. Si tratta di 900mila euro per Finale (600mila per il solo capo d’imputazione che riguarda Gerrini) e 500mila per la Provincia, da pagare in solido tra i vari capi della locale di ’ndrangheta. Ora toccherà all’avvocato dell’ex capo ufficio Lavori pubblici, Pier Francesco Rossi, tentare di convincere la Corte. Nella prossima udienza sarà la volta delle parti civili tra cui l’avvocato Enza Rando che rappresenta Libera.
La Procura ha poi chiesto una condanna più mite (5 anni) per Giuseppe Giglio, il primo pentito di Aemilia le cui confessioni hanno trovato riscontro da parte degli investigatori. Un ruolo di cui i magistrati hanno voluto quindi tenere conto, al contrario di quanto fatto in primo grado. Richiesta di conferma di condanna (8 anni e 8 mesi), infine, per la fiscalista bolognese Roberta Tattini e 6 anni e 8 mesi per Nicolino Grande Aracri che in Aemilia non risponde di associazione mafiosa.(fd)
La Procura ha poi chiesto una condanna più mite (5 anni) per Giuseppe Giglio, il primo pentito di Aemilia le cui confessioni hanno trovato riscontro da parte degli investigatori. Un ruolo di cui i magistrati hanno voluto quindi tenere conto, al contrario di quanto fatto in primo grado. Richiesta di conferma di condanna (8 anni e 8 mesi), infine, per la fiscalista bolognese Roberta Tattini e 6 anni e 8 mesi per Nicolino Grande Aracri che in Aemilia non risponde di associazione mafiosa.(fd)
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