GlassUp vince scontro legale con Google
L’azienda produce visori per la realtà aumentata: la multinazionale contestava la denominazione stessa dell’impresa
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GlassUp, la start up modenese specializzata nella progettazione e realizzazione di visori a realtà aumentata, di nuovo alla ribalta per un successo di notevole significato: una battaglia legale vinta contro un colosso come la multinazionale Google. La start up guidata da Francesco Giartosio, assistita dalla società di consulenza modense Bugnion, dopo una faticosa lotta contro il colosso di Mountain View è riuscita a ottenere la registrazione del proprio marchio in tutte le classi merceologiche desiderate. «Una storia - dice l’azienda - iniziata nel 2012, quando GlassUp aveva depositato presso l’U.I.B.M (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) la domanda di registrazione del marchio denominativo “GlassUp”, per contraddistinguere apparecchi tecnologici e, in particolare, strumenti ottici per la registrazione, giocattoli e articoli vari per lo sport. Google ha immediatamente presentato opposizione chiedendo all’U.I.B.M. di respingere la domanda di registrazione del marchio “GlassUp”, in quando ritenuto altamente confondibile con i propri marchi comunitari “Google Glass” e “Glass”, anch’essi utilizzati per contraddistinguere apparecchiature tecnologiche. L’U.I.B.M, in linea con le motivazioni mosse da Google, ha parzialmente respinto la domanda di marchio “GlassUp” con specifico riferimento agli “apparecchi per la registrazione, la trasmissione e la riproduzione dell’immagine”. Ma GlassUp ha depositato ricorso alla Commissione dei Ricorsi, la quale ha ritenuto che il marchio di Google “Glass”, utilizzato per contraddistinguere “occhiali per la realtà aumentata”, debba ritenersi debole a fronte della sua portata descrittiva. Allo stesso tempo, quanto all’altro marchio posto da Google alla base della propria opposizione, “Google Glass”, la Commissione ha ritenuto che il cuore del marchio sia unicamente il segno supernotorio “Google” e non l’elemento descrittivo “Glass”. La Commissione ha così accolto il ricorso di GlassUp accendendo luce verde alla registrazione del marchio in tutte le classi merceologiche inizialmente richieste».
La notevole crescita aziendale aveva già registrato la positiva chiusura della campagna di crowdfunding con 250mila euro raccolti.
Poi l’accettazione da parte degli uffici della Commissione Europea della richiesta fondi tramite bando SME-2 Instruments Horizon 2020, a cui l’azienda aveva presentato un progetto incentrato sulla rivisitazione sportiva della tecnologia ottica già sviluppata per i GlassUp UNO. La domanda è stata valutata positivamente dalla Commissione che ha assegnato un investimento per un milione di euro.
La notevole crescita aziendale aveva già registrato la positiva chiusura della campagna di crowdfunding con 250mila euro raccolti.
Poi l’accettazione da parte degli uffici della Commissione Europea della richiesta fondi tramite bando SME-2 Instruments Horizon 2020, a cui l’azienda aveva presentato un progetto incentrato sulla rivisitazione sportiva della tecnologia ottica già sviluppata per i GlassUp UNO. La domanda è stata valutata positivamente dalla Commissione che ha assegnato un investimento per un milione di euro.
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