Gazzetta di Modena

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Gli attacchi informatici ai raggi X 

Oggi al Dipartimento di Ingegneria convegno sul grave problema delle imprese

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Si parla tanto di Industria 4.0, di sicurezza informatica e nuovi obblighi di legge e stamane dalle 9,30 a Modena, presso l’Auditorium del Dipartimento di Ingegneria “ Enzo Ferrari ” di Unimore in via Vivarelli, si terrà un importante convegno su questi temi. Sono previsti gli interventi di Michele Colajanni, direttore Centro Cyber Security di Unimore, Yuri Rassega, chief information security officer Enel Italia, Marco Lodi, d.g. Caricese, e Guido Mondelli, amministratore di Assiteca Sicurezza Informatica.

I nuovi obblighi legislativi, oggetto dell’incontro, sono racchiusi nel Pacchetto protezione dati, l'insieme normativo che definisce un nuovo quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell'UE e comprende anche la Direttiva in materia di trattamento dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. La Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro 2 anni. Si tratta di una vera rivoluzione nella vita quotidiana di cittadini, aziende e istituzioni, pubbliche o private che siano.

Non se ne parla tanto ma in Italia sono particolarmente diffusi i ransomware, gli attacchi informatici realizzati attraverso dei malware con successiva richiesta di riscatto per rendere di nuovo operativo il sistema. Nel 2016 l’Italia è stata fra i paesi più colpiti al mondo dagli attacchi informatici. Non era mai successo che l’Italia rientrasse nella top ten degli attacchi più gravi registrati e che si distinguesse per numero di vittime.

Sono i primi dati che emergono dal Rapporto Clusit 2017, realizzato dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica in collaborazione con Fastweb, Akamai e IDC Italia. Mentre proprio in questi giorni il Governo italiano si appresta a definire un programma nazionale di cyber sicurezza con un nuovo decreto per innalzare il livello di sicurezza informatica nel Paese, ci si interroga sulla percezione che si ha dei rischi e su come tutelarsi. Un problema concreto soprattutto per le aziende, in difficoltà sia per la mancanza di competenze specifiche, sia per gli strumenti di cui dispongono, spesso non in grado di fornire risposte immediate e complete. Solo recentemente, va ricordato, si sta ricorrendo con più frequenza anche a polizze cyber risk che possano tutelare la continuità operativa delle imprese.

Il fatto che gli attacchi realizzati attraverso dei malware siano un evento tipicamente italiano è riconducibile alla poca preparazione delle vittime, che non si rendono conto del pericolo a cui espongono la propria azienda cliccando su link non affidabili. È importante evidenziare come alcuni settori siano stati più soggetti a cyber attack rispetto ad altri. Nel 2016 la maggiore crescita percentuale di attacchi gravi si è registrata nel settore della sanità (+102%), seguita dalla Gdo (+70%) e dal comparto bancario e finanziario (+64%).



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