Il tema? Un allenamento Lo spauracchio arriva oggi
di Eleonora Degoli
All’uscita di Muratori, Wiligelmo e Tassoni pareri discordanti sulle proposte Per tutti comunque il vero esame comincia con la seconda prova: la più temuta
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È finita l’attesa che dilania: la maturità è iniziata. Luogo comune vuole che il primo passo, in una qualunque impresa, sia il più difficile. Non sembra essere così per i maturandi che ieri hanno affrontato la prima prova, quella scritta, dell’esame di stato, anche se l’autore dell’analisi è stato un inaspettato e fuori programma Giorgio Caproni. L’analisi del testo non ha messo in crisi Riccardo Torricelli, del liceo Tassoni: «Era sulla natura, argomento affrontato bene durante l’anno. Anche se non era un autore in programma, Caproni si riusciva a ricollegare ad altri». Era tranquillo, ma Riccardo ha detto che il vero problema viene oggi. «La prima prova è andata, la seconda è un problema. Le conoscenze che abbiamo non sono male, dovremmo cavarcela». Posizione confermata da Giacomo Piccioli: «La maturità inizia domani. Non vado male in matematica, ma la simulazione che abbiamo fatto era molto difficile». Il maturando, che ha scelto di cimentarsi nel saggio breve di ambito artistico-letterario, ha aggiunto: «Dopo la seconda prova è tutta una discesa. Oggi ho scelto la traccia sul rapporto tra la natura e l’uomo nell’arte e nella letteratura, era fattibile. Sono riuscito a inserire alcune mie conoscenze che non erano presenti tra i documenti forniti dalla traccia». Fattibile anche per Margherita Garagnani, che ha scelto la stessa tipologia: «Pensavo peggio, - ha detto la ragazza che dopo il Tassoni pensa di studiare al Politecnico di Milano - È domani la più difficile».
«È il terrore puro. - ha esplicitato Giulio Grassigli, tranquillo, ma ancora per poco - Dopo la seconda prova posso dire che la maturità è finita. Oggi ho fatto il testo che riguarda l’industria 4.0 e l’evoluzione nella società dell’automazione». Rimanendo allo scientifico, ma spostandosi al Wiligelmo, i commenti sulla prova di matematica sono simili, mentre ci sono pareri più critici riguardo le tracce del saggio. «In generale affrontavano tre tematiche: la natura, il progresso e il lavoro. - ha riassunto Mariachiara Pioppi - Per me non erano particolarmente incentivanti, si sono visti anche altre volte. Ho scelto il tema di ordine generale. Parlava di progresso scientifico, morale e civile. Secondo me questi ultimi due sono più arretrati». «Le tracce avevano molte cose in comune. - ha affermato Federico Messori - Ho scelto il tema di ambito tecnico-scientifico. Un argomento complesso, ma come prima prova è stata tranquilla». Stessa traccia per Federico Fuda. «Sapevo che sarei andato sull’ambito tecnico-scientifico e il tema della robotica ci rientrava bene, sono argomenti interessanti. Non faccio pronostici per scaramanzia». Tranquilli anche i ragazzi del Muratori, che hanno trovato queste tracce piuttosto semplici. «Non mi aspettavo Caproni, - ha detto Marcello Manfredini, del Muratori classico - perché di solito non è in programma, l’avevamo appena accennato. Però era fattibile, con domande abbastanza facili. Ora c'è la seconda prova di latino ed è partito il toto-autore. Ma quella che mi dà da fare è la terza prova».
Il cosiddetto “quizzone” è la bestia nera per gli studenti del classico e del linguistico. «Mi preoccupa la sua durata. - ha specificato Martina Marsino, del linguistico - Per le prime due ci sono sei ore, mentre la terza è una corsa contro il tempo. Il saggio breve poteva andare peggio. Ho scelto il testo argomentativo sul progresso. Dopo la scuola sono già a posto: vado in Spagna a studiare medicina». Traccia socio-economica per Pietro Borsari, classico: «Contavo su un tema più storico, ma non ne ho trovato nessuno che mi piacesse. La seconda prova non mi preoccupa molto, dipende dall’autore. Spero non sia Tacito». Stesso tema per Agata Abram, che aveva un po' di timore: «Non abbiamo fatto temi test quest’anno, se non uno. La prima prova era un po’ un salto nel vuoto. Rispetto agli anni scorsi però, quelle di quest’anno mi sono sembrate più fattibili. Mi preoccupa l’orale perché mi mette ansia».
«È il terrore puro. - ha esplicitato Giulio Grassigli, tranquillo, ma ancora per poco - Dopo la seconda prova posso dire che la maturità è finita. Oggi ho fatto il testo che riguarda l’industria 4.0 e l’evoluzione nella società dell’automazione». Rimanendo allo scientifico, ma spostandosi al Wiligelmo, i commenti sulla prova di matematica sono simili, mentre ci sono pareri più critici riguardo le tracce del saggio. «In generale affrontavano tre tematiche: la natura, il progresso e il lavoro. - ha riassunto Mariachiara Pioppi - Per me non erano particolarmente incentivanti, si sono visti anche altre volte. Ho scelto il tema di ordine generale. Parlava di progresso scientifico, morale e civile. Secondo me questi ultimi due sono più arretrati». «Le tracce avevano molte cose in comune. - ha affermato Federico Messori - Ho scelto il tema di ambito tecnico-scientifico. Un argomento complesso, ma come prima prova è stata tranquilla». Stessa traccia per Federico Fuda. «Sapevo che sarei andato sull’ambito tecnico-scientifico e il tema della robotica ci rientrava bene, sono argomenti interessanti. Non faccio pronostici per scaramanzia». Tranquilli anche i ragazzi del Muratori, che hanno trovato queste tracce piuttosto semplici. «Non mi aspettavo Caproni, - ha detto Marcello Manfredini, del Muratori classico - perché di solito non è in programma, l’avevamo appena accennato. Però era fattibile, con domande abbastanza facili. Ora c'è la seconda prova di latino ed è partito il toto-autore. Ma quella che mi dà da fare è la terza prova».
Il cosiddetto “quizzone” è la bestia nera per gli studenti del classico e del linguistico. «Mi preoccupa la sua durata. - ha specificato Martina Marsino, del linguistico - Per le prime due ci sono sei ore, mentre la terza è una corsa contro il tempo. Il saggio breve poteva andare peggio. Ho scelto il testo argomentativo sul progresso. Dopo la scuola sono già a posto: vado in Spagna a studiare medicina». Traccia socio-economica per Pietro Borsari, classico: «Contavo su un tema più storico, ma non ne ho trovato nessuno che mi piacesse. La seconda prova non mi preoccupa molto, dipende dall’autore. Spero non sia Tacito». Stesso tema per Agata Abram, che aveva un po' di timore: «Non abbiamo fatto temi test quest’anno, se non uno. La prima prova era un po’ un salto nel vuoto. Rispetto agli anni scorsi però, quelle di quest’anno mi sono sembrate più fattibili. Mi preoccupa l’orale perché mi mette ansia».
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