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MODA. L’AZIENDA DI CARPI HA VINTO LA CAUSA CONTRO MAX MARA 

Il tribunale dà ragione a Liu Jo 

L’oggetto del contendere erano i piumini con accessori staccabili 

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La Corte d’Appello dà ragione a Liu Jo nella causa promossa da Max Mara presso il Tribunale di Milano. L’azienda reggiana della famiglia Maramotti aveva accusato la ditta carpigiana fondata dai fratelli Marchi di avere copiato, in alcuni suoi piumini, una pretesa caratteristica peculiare dei piumini “Cube” di Max Mara, definita “modularità”, sulla quale Max Mara stessa vanterebbe il “copyright”. Secondo Liu Jo, con questa parola Max Mara avrebbe in realtà indicato la caratteristica di accessoriare i piumini con parti staccabili, come cappucci, colli, polsini: una caratteristica generalmente adottata nei capi di abbigliamento. Liu Jo, assistita dallo studio legale Siblegal, si è difesa in giudizio sostenendo che Max Mara cercasse sostanzialmente di impedire ai concorrenti di dotare i piumini di accessori staccabili, pretesa del tutto infondata, e come comunque i suoi piumini fossero, sotto ogni aspetto, diversi da quelli di Max Mara.

Le tesi di Liu Jo sono state accolte prima dal Tribunale di Milano e ora dalla Corte di Appello milanese, che ha ribadito che “la possibilità di togliere e mettere pezzi ed accessori ad un particolare capo di abbigliamento” non può considerarsi nuova e originale.

Serena Arbizzi

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