Nella Bassa la traccia sulla ricostruzione non cattura i ragazzi
di Valentina Corsini
Al Morandi, sebbene il terremoto sia un ricordo indelebile, gli studenti hanno preferito scrivere di tecnologia e futuro
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«Il terremoto ci ha colpiti in modo forte, ma io e molti compagni abbiamo scelto la traccia sul rapporto fra la tecnologia e il mondo del lavoro perché è il nostro futuro». Giustifica così Alessandro Marchesi, di Medolla e giovane maturando del liceo Morandi di Finale, il “boicottaggio” di buona parte degli studenti della sua scuola e di quella attigua, l’istituto Calvi, verso una delle tracce della prova d’italiano della maturità - Disastri e ricostruzione - che proprio nella Bassa ferita dal sisma avrebbe potuto essere argomento prescelto del tema d’esame di ieri. Ma dai ragazzi c’è sempre da imparare, su come non ci sia mai niente di così scontato e di quanto la loro visione del futuro non sia poi negativa. «Io ho scelto il saggio breve socio-economico sul rapporto tra le nuove tecnologie e il mondo del lavoro - puntualizza sempre Alessandro, classe 5°B dell’indirizzo scientifico-tradizionale del Morandi - e l’ho sviluppato in modo positivo: un giusto equilibrio tra tecnologia e risorse umane è una potenzialità per il lavoro». Dello stesso avviso, ma più cauti, due suoi compagni di classe che hanno scelto il medesimo argomento. «Il progresso tecnologico e quello della società dovrebbero andare di pari passo, affinchè il primo non comprometta il secondo» ha detto Fabio Casari. «Nello sviluppo della società e dell’uomo è importante l’istruzione - spiega Marco Ratti, di Massa Finalese - perché non si venga fagocitati da una sempre più veloce tecnologia». C’è poi chi ha scelto ben altro ambito, è Alessandro Monari, sanfeliciano della 5°S, indirizzo linguistico del Morandi: «Ho optato per la traccia artistico-letteraria sul rapporto tra l’uomo e la natura e su quanto anche ai giorni nostri sia importante il rispetto per l’ambiente». «Anch’io ho scelto il tema artistico - chiosa Marco Bruschi, di Bondeno e studente della 5°B, indirizzo gestione ambiente-territorio dell’istituto Calvi - focalizzandomi sul rapporto positivo dell’uomo con la natura, nonostante l’ansia che può derivare dai disastri naturali».
Interessante poi il parere di due aspiranti giornalisti-scrittori, anche loro maturandi del Calvi. «Ho scritto il tema socio-economico come un articolo di giornale - afferma Sara Valteri, di Mirandola, classe 5°C dell’indirizzo vitivinicolo - su come l’utilizzo del robot a livello lavorativo possa peggiorare o incrementare il lavoro». «Vorrei fare il blogger e ho redatto il tema come dovesse essere pubblicato su una rivista - dice Salvatore Olivieri, di Quarantoli, classe 5°F dell’indirizzo geometri - su quanto l’innovazione attuale cambi l’istruzione, il lavoro e la società, perché il futuro è una scelta del nostro presente».
«Ho fatto solo un breve accenno al sisma del 2012 - dice infine Luca Bottura, di Magnacavallo, studente del Calvi e l’unico ad aver trattato l’argomento - sviluppandolo sull’ecosostenibilità della ricostruzione e su come un’eccessiva cementificazione, senza salvaguardia dei beni culturali, possa far perdere identità ai nostri paesi».
Interessante poi il parere di due aspiranti giornalisti-scrittori, anche loro maturandi del Calvi. «Ho scritto il tema socio-economico come un articolo di giornale - afferma Sara Valteri, di Mirandola, classe 5°C dell’indirizzo vitivinicolo - su come l’utilizzo del robot a livello lavorativo possa peggiorare o incrementare il lavoro». «Vorrei fare il blogger e ho redatto il tema come dovesse essere pubblicato su una rivista - dice Salvatore Olivieri, di Quarantoli, classe 5°F dell’indirizzo geometri - su quanto l’innovazione attuale cambi l’istruzione, il lavoro e la società, perché il futuro è una scelta del nostro presente».
«Ho fatto solo un breve accenno al sisma del 2012 - dice infine Luca Bottura, di Magnacavallo, studente del Calvi e l’unico ad aver trattato l’argomento - sviluppandolo sull’ecosostenibilità della ricostruzione e su come un’eccessiva cementificazione, senza salvaguardia dei beni culturali, possa far perdere identità ai nostri paesi».
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