“Nessuno escluso”, sport e doposcuola per disabili psichici
Nascerà grazie a Fabio Galvani: «Volevo dare un contributo alla mia città per rispondere ad un bisogno delle famiglie»
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Si chiama “Nessuno Escluso”, un progetto di inclusione per i ragazzi disabili mentali che prevede un percorso di sport e formazione a loro disposizione, gratuito per le famiglie. L’idea, che è già realtà e partirà a settembre, sarà presentata ufficialmente questa sera nell’ambito della serata tra eleganza e solidarietà che porterà in piazza Mazzini centinaia di persone.
Un titolo evocativo, che fa parte del personaggio: Fabio Galvani, noto commerciante modenese, ha intrapreso questa nuova strada col marchio “Galvani per il sociale” e il primo progetto è destinato a lasciare il segno, non solo a Modena.
«Sono sempre stato legato al mondo sportivo - spiega Galvani - ho investito nella pallavolo pensando che potesse essere per tutti nella mia città. Poi mi sono accorto che serviva altro, volevo fare qualcosa di mio, dare il mio contributo in modo davvero diretto, mettendomi ancora più in gioco». E arriva una telefonata: «Mentre facevo questi ragionamenti mi ha chiamato don Stefano Violi della Città dei Ragazzi e ho chiuso il cerchio».
Così nasce Nessuno Escluso, che da settembre partirà alla Città dei Ragazzi, intanto per un pomeriggio a settimana, con lo scopo di aumentare frequenza e partecipazione: «Vedremo quanti ci chiederanno di partecipare. Per le famiglie sarà gratuito, perchè per loro deve essere un sostegno. Il progetto non mi risulta che abbia precedenti in Italia ed è rivolto a persone con disabilità psichica e disturbi dello sviluppo nella fascia d’età dai 3 ai 19 anni. I partecipanti saranno divisi in tre fasce d’età (3-6 6-11 e 11-19) e per una volta alla settimana andranno nei locali sportivi della Città dei ragazzi per svolgere attività sportiva con un approccio multisport. Gli sport insegnati saranno diversi: calcio, rugby, pallavolo. Tutto in collaborazione con inTandem, cooperativa sociale, e Cdr. Gli insegnamenti saranno fatti attraverso il metodo Aba, metodo già indicato dalle linee guida ministeriali come metodo prescelto per il trattamento dell’autismo che prevede l’impiego di personale qualificato e certificato. Il fine ultimo del progetto - spiega Galvani - è quello di portare le persone con disabilità all’inserimento in un contesto sportivo tradizionale per sperimentare, a conclusione del percorso, un vero e proprio processo di integrazione nella società».
Ma c’è di più: «Dare una risposta ai bisogni delle famiglie è una delle mission principali, ecco il perché del servizio doposcuola - sottolinea Galvani - che sarà attivo per la fascia d’età tra 11 e 19 anni e permetterà ai ragazzi di fare i compiti rimanendo in un contesto educativo con personale qualificato. È una scelta forte, nella quale ho messo in gioco la mia famiglia, facendo capire anche ai miei figli quanto siamo fortunati».
Davide Berti
Un titolo evocativo, che fa parte del personaggio: Fabio Galvani, noto commerciante modenese, ha intrapreso questa nuova strada col marchio “Galvani per il sociale” e il primo progetto è destinato a lasciare il segno, non solo a Modena.
«Sono sempre stato legato al mondo sportivo - spiega Galvani - ho investito nella pallavolo pensando che potesse essere per tutti nella mia città. Poi mi sono accorto che serviva altro, volevo fare qualcosa di mio, dare il mio contributo in modo davvero diretto, mettendomi ancora più in gioco». E arriva una telefonata: «Mentre facevo questi ragionamenti mi ha chiamato don Stefano Violi della Città dei Ragazzi e ho chiuso il cerchio».
Così nasce Nessuno Escluso, che da settembre partirà alla Città dei Ragazzi, intanto per un pomeriggio a settimana, con lo scopo di aumentare frequenza e partecipazione: «Vedremo quanti ci chiederanno di partecipare. Per le famiglie sarà gratuito, perchè per loro deve essere un sostegno. Il progetto non mi risulta che abbia precedenti in Italia ed è rivolto a persone con disabilità psichica e disturbi dello sviluppo nella fascia d’età dai 3 ai 19 anni. I partecipanti saranno divisi in tre fasce d’età (3-6 6-11 e 11-19) e per una volta alla settimana andranno nei locali sportivi della Città dei ragazzi per svolgere attività sportiva con un approccio multisport. Gli sport insegnati saranno diversi: calcio, rugby, pallavolo. Tutto in collaborazione con inTandem, cooperativa sociale, e Cdr. Gli insegnamenti saranno fatti attraverso il metodo Aba, metodo già indicato dalle linee guida ministeriali come metodo prescelto per il trattamento dell’autismo che prevede l’impiego di personale qualificato e certificato. Il fine ultimo del progetto - spiega Galvani - è quello di portare le persone con disabilità all’inserimento in un contesto sportivo tradizionale per sperimentare, a conclusione del percorso, un vero e proprio processo di integrazione nella società».
Ma c’è di più: «Dare una risposta ai bisogni delle famiglie è una delle mission principali, ecco il perché del servizio doposcuola - sottolinea Galvani - che sarà attivo per la fascia d’età tra 11 e 19 anni e permetterà ai ragazzi di fare i compiti rimanendo in un contesto educativo con personale qualificato. È una scelta forte, nella quale ho messo in gioco la mia famiglia, facendo capire anche ai miei figli quanto siamo fortunati».
Davide Berti
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