«Questa mia terra» La storia del Mito corre in biblioteca
di Fabrizio Tosi
Una mostra su Ferrari e il rapporto con la gente di Maranello allestita al Mabic con foto, documenti inediti e oggetti
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MARANELLO. “Uomini ostinati, capaci e ardimentosi, le qualità che ci vogliono per fare i bolidi”. Con queste parole Enzo Ferrari descriveva la gente di Maranello, le persone che a partire dagli anni Quaranta del Novecento hanno contribuito a costruire il mito della casa automobilistica più prestigiosa del mondo. Al loro lavoro, alla loro storia personale e collettiva, è dedicata la mostra “Questa mia terra” che il Comune ha allestito alla Biblioteca Mabic fino al 31 agosto, con ingresso gratuito. Un'esposizione artistica dove viene evidenziato il rapporto tra la città di Maranello e la Scuderia Ferrari con la presenza di numerose testimonianze riportate a galla da tanti cittadini che hanno vissuto la storia locale del Cavallino. « Ho lavorato per 31 anni in Ferrari - ricorda Rolando Levoni, veterano dei meccanici dell'azienda di via Giardini, con un servizio lungo 31 anni, iniziato nel 1959 e concluso nel 1990 - ero ancora ragazzo ed in poco tempo, mi sono trovato ai box di tutte le piste di Formula 1 del mondo. Una soddisfazione immensa per me e sono fiero di rappresentare il mio passato all'interno di questa mostra». “Io sono attaccato a questa mia terra – scriveva Enzo Ferrari – oserei dire in modo feroce”: un sentimento intenso ricambiato da Maranello, una comunità che ha sempre vissuto con orgoglio la presenza e la crescita di una leggenda all’interno della propria realtà quotidiana. «Organizzatrice della mostra, Laura Cristina Niero, una donna appassionata di cultura locale che, con l'aiuto dei cittadini, è riuscita a realizzare, in poco tempo, un'esposizione che regalerà ai visitatori una fetta di storia in più sulle origini e l'evolversi del mito. « Negli anni quaranta Maranello era un paese agricolo - dice la Niero - le leggi fasciste non volevano fabbricati industriali a ridosso dei centri cittadini e Ferrari, nel 1943 ha trovato in questo comune il luogo giusto, per poter avviare la costruzione del primo stabilimento Ferrari. La costruzione della fabbrica ha cambiato per sempre la storia di Maranello: tutti i maranellesi residenti hanno trovato impiego nella fabbrica e, in poco tempo, sono riusciti a cambiare la loro vita, allargando i propri confini al di fuori del loro paese d'origine». Tra i documenti in mostra c’è anche la lettera di Ferrari al Podestà di Maranello, datata dicembre 1942, in cui il Drake presentava la prima richiesta di licenza edilizia per impiantare un capannone prefabbricato nella sua proprietà. Poi tante fotografie, oggetti, annuari, libri e altro: parte del materiale proviene da collezioni private di cittadini di Maranello, che hanno contribuito ad arricchire l’allestimento, a sottolineare ancora una volta, con orgoglio, il senso di appartenenza e la passione per una storia inimitabile, fortemente legata al territorio.
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