scomparso a 81 anni
Addio al pasticcere alfiere delle golosità
Lutto nel mondo delle pasticcerie modenesi per la scomparsa di Giampiero Ronchi, 81 anni, colonna portante dal 1953 della Pasticceria San Biagio in via Emilia centro.Sino a due mesi fa, prima che la...
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Lutto nel mondo delle pasticcerie modenesi per la scomparsa di Giampiero Ronchi, 81 anni, colonna portante dal 1953 della Pasticceria San Biagio in via Emilia centro.
Sino a due mesi fa, prima che la malattia diventasse inesorabile, il cavalier Ronchi continuava a passare ogni giorno nella storica bottega che era un pò come sua creatura. Lì lo hanno affiancato la moglie Iolanda e il figlio Dino che porteranno avanti la tradizione. L’altro figlio Alessandro ha comunque imparato l’arte di famiglia.
Giampiero lavorò a fianco dello zio sin da ragazzo, e ne rilevò l’attività. Non se n’è mai pentito perchè la staffetta tra generazioni ha permesso di far crescere tutti. Per lui il buon nome, cioè l’amicizia e la stima dei clienti, erano più importanti di ogni altra cosa. E quando nella Modena appena rimessa in piedi nel dopoguerra i dolci erano un lusso domenicale, lui esponeva in vetrina la Torta Barozzi, forte di un’amicizia di antica data con Eugenio Gollini, patron di una creazione pasticciera che ha fatto scuola.
Ma il signor Ronchi, come lo chiamavano con rispetto anche i vip di Modena, non cambiava nella sua curiosità di trovare e conservare i sapori dimenticati.
Così è stato, anche se oggi può sembrae incredibile, per l’aceto balsamico di cui lui era un’appassionato cultore. Già sessant’anni fa curava un’acetaia e ha continuato a portarla avanti per decenni. Negli anni ’60, quelli del boom e della 600 comprata a cambiali, i cultori del balsamico erano visti come una conventicola di appassionati fuori dal tempo. Il boom dell’oro nero di Modena era di là da venire ma lui lo ha sempre in vetrina il vero balsamico.
E assieme a moglie e figlio, guardava sempre avanti. Il cavallo di battaglia della premiata ditta è ad esempio la Torta delle Rose, un prezioso gioiello di pasticceria, di cui era orgoglioso. I funerali si terranno stamattina alle 10.30 con messa in S.Vincenzo.
Saverio Cioce
Sino a due mesi fa, prima che la malattia diventasse inesorabile, il cavalier Ronchi continuava a passare ogni giorno nella storica bottega che era un pò come sua creatura. Lì lo hanno affiancato la moglie Iolanda e il figlio Dino che porteranno avanti la tradizione. L’altro figlio Alessandro ha comunque imparato l’arte di famiglia.
Giampiero lavorò a fianco dello zio sin da ragazzo, e ne rilevò l’attività. Non se n’è mai pentito perchè la staffetta tra generazioni ha permesso di far crescere tutti. Per lui il buon nome, cioè l’amicizia e la stima dei clienti, erano più importanti di ogni altra cosa. E quando nella Modena appena rimessa in piedi nel dopoguerra i dolci erano un lusso domenicale, lui esponeva in vetrina la Torta Barozzi, forte di un’amicizia di antica data con Eugenio Gollini, patron di una creazione pasticciera che ha fatto scuola.
Ma il signor Ronchi, come lo chiamavano con rispetto anche i vip di Modena, non cambiava nella sua curiosità di trovare e conservare i sapori dimenticati.
Così è stato, anche se oggi può sembrae incredibile, per l’aceto balsamico di cui lui era un’appassionato cultore. Già sessant’anni fa curava un’acetaia e ha continuato a portarla avanti per decenni. Negli anni ’60, quelli del boom e della 600 comprata a cambiali, i cultori del balsamico erano visti come una conventicola di appassionati fuori dal tempo. Il boom dell’oro nero di Modena era di là da venire ma lui lo ha sempre in vetrina il vero balsamico.
E assieme a moglie e figlio, guardava sempre avanti. Il cavallo di battaglia della premiata ditta è ad esempio la Torta delle Rose, un prezioso gioiello di pasticceria, di cui era orgoglioso. I funerali si terranno stamattina alle 10.30 con messa in S.Vincenzo.
Saverio Cioce
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