I laureati di Modena più bravi negli studi e con meno ritardi
Una ricerca su 270mila neodottori nei 71 atenei italiani certifica che il 64,5 % degli iscritti si laurea in tempo
MODENA. Se è vero che, come dice il proverbio, “chi semina, raccoglie”, l’ateneo di Modena e Reggio, mostra di aver lavorato con impegno proprio attraverso i risultati ottenuti.
Sono stati presentati ieri i dati raccolti da Alma Laurea sul profilo dei laureati nel 2016. Il consorzio interuniversitario ha condotto lo studio su un campione di oltre 270mila neolaureati appartenenti a 71 atenei italiani. I dottori di Unimore coinvolti sono stati 4.031. Cos’è emerso?
Unimore occupa il posto più alto del podio, tra gli atenei generalisti a livello nazionale, per percentuale di laureati che sceglierebbero lo stesso corso di laurea intrapreso anni prima.
Cioè tre laureati su quattro (il 76,4%) farebbe di nuovo la stessa scelta. L’indagine mostra, inoltre, come l’ateneo modenese e reggiano, si collochi in seconda posizione per indice di ritardo (Ir) alla laurea. L’Ir, è la misura del tempo intercorso tra la durata prevista del corso e la fine degli studi. Più si avvicina allo zero e più lo studente arriva ad indossare la corona d’alloro nei tempi stabiliti.
All’università di Modena e Reggio, si stima un punteggio di 0,20. Detto in altre parole: gli studenti che si laureano in corso sono il 64,5%, confronto a una media nazionale del 48,8%.
«È un dato importante - ha commentato Marco Sala, delegato per la didattica - soprattutto se lo confrontiamo con gli anni precedenti. Notiamo, infatti, un continuo calo: l’Ir passa da uno 0,25 del 2012, ad uno 0,23 del 2015, fino a giungere al dato attuale, ancora inferiore».
In discesa è anche l’età dei laureati ai corsi triennali, che si attesta a 24 anni. E se il percorso di laurea breve viene raggiunto in minor tempo, non ne risente il voto di laurea, di cui è stato notato un aumento proprio nel 2016. In crescita sono, in generale, i laureati Unimore.
Se nel 2014 erano 3728 e l’anno successivo 3779, nel 2016 sono arrivati a 4031, di cui il 56% ragazze.
In corrispondenza a ciò, si è alzato il numero di studenti iscritti e immatricolati, così come è stata ampliata l’offerta formativa. Ci sono rischi?
«Negli ultimi anni - ha specificato Angelo Andrisano, il rettore - abbiamo notato una maggior richiesta ai corsi di laurea. Sono numeri notevoli e riuscire a mantenerli non sarà facile, soprattutto perché non è solo questione di quantità, ma anche di qualità. Se gli studenti dovessero aumentare ancora, si dovranno affrontare questioni legate agli spazi effettivi di aule e laboratori, così come si dovrà rivedere il personale universitario, partendo dai docenti».
L’ateneo di Modena e Reggio risulta altresì più attrattivo rispetto ad altri in regione. Il 31,7% di studenti Unimore risiede, infatti, in altre province emiliano romagnole. Altro dato significativo è legato ai tirocini e stage esterni all’università. Ancora una volta tre studenti su quattro (il 75%) hanno avuto l’opportunità, prima della laurea, di entrare in contatto col mondo del lavoro. La media nazionale è del 56,5%. Unimore si posiziona così al quarto posto. Numeri leggermente in calo (dal 14% del 2015, al 13% del 2016) sono, infine, da registrare nell’esperienza di studi all’estero.
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