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gli islamici che non osservano la legge 

Ramadan, c’è chi non lo fa «Ma è meglio non dirlo»

Ramadan, c’è chi non lo fa «Ma è meglio non dirlo»

Si avvia a conclusione il Ramadan, il mese sacro dei musulmani. Un periodo segnato dalla pratica del digiuno che i fedeli osservano dall'alba al tramonto. Nono mese del calendario islamico, il...

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Si avvia a conclusione il Ramadan, il mese sacro dei musulmani. Un periodo segnato dalla pratica del digiuno che i fedeli osservano dall'alba al tramonto. Nono mese del calendario islamico, il Ramadan è un momento di introspezione e di purificazione ma anche di socialità e di condivisione.

Il digiuno del Ramadan è obbligatorio, rappresenta uno dei pilastri dell'Islam, ovvero i doveri inderogabili di ogni musulmano. Alcune persone, tuttavia, sono esentate dal seguirlo: gli anziani, i bambini, gli ammalati, le donne incinta, i viaggiatori e coloro che compiono lavori pesanti. Ma c'è anche una piccola minoranza di musulmani che non segue il Ramadan per scelta individuale. Una scelta che non è sempre facile dichiarare pubblicamente. Ogni anno nei paesi islamici si registrano fermi e arresti nei confronti di coloro sorpresi a non digiunare. In Pakistan, degli uomini sono stati arrestati per aver mangiato in pubblico e alcuni ristoratori sono stati multati per aver servito cibo ai clienti durante le ore del digiuno. In Algeria, decine di persone sono state tratte in arresto per motivi analoghi. «Ma in generale c'è un'idea sbagliata sui paesi musulmani che circola in Occidente, ovvero quella di ritenere che le società islamiche vivano sotto un rigorismo religioso integrale, che tutta la popolazione cresca inquadrata in madrasse e scuole coraniche. La verità è più complessa, in paesi come la Tunisia c'è stata una forte volontà politica di secolarizzare lo Stato sin dall'epoca della decolonizzazione: molti musulmani hanno scoperto l'Islam da immigrati qui in Europa», spiega Sabrine Mansour, studentessa carpigiana di origini tunisine e fervente credente. «Anche in Marocco non tutti seguono il Ramadan ma coloro che decidono di non digiunare si nascondono, evitando gli occhi giudicanti della comunità», dice Ahmed, 22 anni, che non segue i dettami del mese santo perché impegnato sui cantieri. «Faccio il muratore, non posso digiunare, preferisco tenermi il lavoro che svenire sotto il sole di giugno. I miei genitori sono a conoscenza della mia decisione e mi chiedono soltanto di essere discreto», chiosa il giovane di origini marocchine. C'è chi non segue il Ramadan per altri motivi ancora, non proprio edificanti. Said ha 25 anni, è di origine tunisina ma è nato a Modena. Insieme ad altri suoi coetanei vive di espedienti. Qualche furto, un po' di spaccio e, se capita, lavoretti pagati in nero. Fanno vita da strada e il loro campo di azione si estende dal parco Novi Sad ai vicoli e alle piazze del centro storico. In piazzale Matteotti si ritrovano alla sera per fumare hashish e bere alcol. E' una gioventù che benché si dichiari musulmana adotta comportamenti anti-islamici. Non frequentano la moschea né i gruppi giovanili musulmani, neanche durante il mese del Ramadan:«Non seguiamo il digiuno ma cerchiamo di non farci notare dagli altri musulmani», dice Said. Non è infrequente assistere a diverbi all'interno della popolosa comunità musulmana di Modena che conta circa 30mila residenti. Gruppi giovanili organizzati legati alle moschee avvicinano questi ragazzi che considerano confusi e corrotti dallo stile di vita occidentale e cercano di riportarli sulla retta via. Non sempre questi ultimi si convincono ad abbandonare le cattive abitudini. Oltre a proibire il gioco d'azzardo, il Corano proscrive il consumo di qualsiasi sostanza inebriante. «I motivi di questo divieto sono due - spiega un imam - il primo è che l'alcol e la droga sono considerate sostanze intossicanti in grado di minare la pace e la convivenza interna o addirittura disgregare la comunità islamica; il secondo motivo è che queste pratiche allontanano il fedele dai suoi doveri religiosi, primo fra tutti la preghiera e il Ramadan».

Gaetano Gasparini

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