L'incontro su sicurezza e legalità
«Reati, tanti non denunciano più»
Per i sindacati forte aumento, le posizioni di procuratore e questore
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Dalla percezione dell’insicurezza ai numeri effettivi, dalle truffe agli anziani alle estorsioni mafiose. Ci sono tutte le sfaccettature del concetto di ‘sicurezza’ al centro dell’incontro pubblico che ieri mattina, alla sede della Camera di Commercio di via Ganaceto, ha messo insieme il procuratore capo della Repubblica Lucia Musti, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il questore Paolo Fassari. Un incontro organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e dedicato appunto al tema ‘Sicurezza e territorio’.
Aprendo il dibattito, il questore Fassari ha ricordato che «spesso i fenomeni criminali più importanti, come la corruzione e il caporalato, hanno un rilievo basso sui media, mentre i reati predatori godono di un’attenzione maggiore. D’altra parte, devo dire che raramente ho trovato città in cui la sinergia tra le forze sociali è così forte». Intervento in crescendo per il procuratore capo: «Noi siamo molto più sensibili ad un furto in casa o a un reato davanti alla scuola frequentata dai nostri figli - ha detto la dottoressa Musti - che a un reato di mafia. Anche per questo, ci siamo arrivati un po’ tardi...». E sempre sul capitolo ‘arrivare tardi’, nel secondo giro di risposte il procuratore è entrato nello specifico, commentando l’adozione da parte della Regione del Testo unico per la legalità: «Per quanto riguarda l’impegno dell’assessore Mezzetti - ha aggiunto la Musti - dico subito che questo Testo unico è venuto dopo, e non prima... si tratta comunque di un testo importante, arrivato dopo un lavoro fatto insieme all’avvocato Enza Rando, ma ancora più importante è stata l’iniziativa di Simonetta Saliera, attuale presidente dell’Assemblea regionale, che nel 2011 e 2012 ha promosso una legge per la diffusione della cultura della legalità nelle scuole e nei Consigli comunali». Parole che hanno lasciato un po’ perplesso il sindaco Muzzarelli, che poco prima aveva spiegato che «in Emilia Romagna non abbiamo mai sottovalutato né nascosto il pericolo, e per noi parlano le norme approvate in Regione. Insomma, c’è tanto da fare su questo fronte, ma - ha aggiunto Muzzarelli con una citazione hegeliana - bisogna tener sempre presente che nella notte in cui tutte le vacche sono nere, non ci si capisce nulla…».
Tornando alla criminalità quotidiana, i tre rappresentanti dei sindacati (il segretario della Uil di Modena e Reggio Luigi Tollari, quello della Cisl Emilia Centrale William Ballotta e della Cgil Emilia Romagna Luigi Giove) hanno spiegato che «non c’è dubbio che furti, rapine e scippi siano aumentati ben al di là delle statistiche ufficiali, anche perché tanti episodi non vengono nemmeno più denunciati. Sappiamo che le forze dell’ordine fanno tutto il possibile , ma non si può negare che le risorse a loro disposizione siano insufficienti ».
Luca Gardinale
Aprendo il dibattito, il questore Fassari ha ricordato che «spesso i fenomeni criminali più importanti, come la corruzione e il caporalato, hanno un rilievo basso sui media, mentre i reati predatori godono di un’attenzione maggiore. D’altra parte, devo dire che raramente ho trovato città in cui la sinergia tra le forze sociali è così forte». Intervento in crescendo per il procuratore capo: «Noi siamo molto più sensibili ad un furto in casa o a un reato davanti alla scuola frequentata dai nostri figli - ha detto la dottoressa Musti - che a un reato di mafia. Anche per questo, ci siamo arrivati un po’ tardi...». E sempre sul capitolo ‘arrivare tardi’, nel secondo giro di risposte il procuratore è entrato nello specifico, commentando l’adozione da parte della Regione del Testo unico per la legalità: «Per quanto riguarda l’impegno dell’assessore Mezzetti - ha aggiunto la Musti - dico subito che questo Testo unico è venuto dopo, e non prima... si tratta comunque di un testo importante, arrivato dopo un lavoro fatto insieme all’avvocato Enza Rando, ma ancora più importante è stata l’iniziativa di Simonetta Saliera, attuale presidente dell’Assemblea regionale, che nel 2011 e 2012 ha promosso una legge per la diffusione della cultura della legalità nelle scuole e nei Consigli comunali». Parole che hanno lasciato un po’ perplesso il sindaco Muzzarelli, che poco prima aveva spiegato che «in Emilia Romagna non abbiamo mai sottovalutato né nascosto il pericolo, e per noi parlano le norme approvate in Regione. Insomma, c’è tanto da fare su questo fronte, ma - ha aggiunto Muzzarelli con una citazione hegeliana - bisogna tener sempre presente che nella notte in cui tutte le vacche sono nere, non ci si capisce nulla…».
Tornando alla criminalità quotidiana, i tre rappresentanti dei sindacati (il segretario della Uil di Modena e Reggio Luigi Tollari, quello della Cisl Emilia Centrale William Ballotta e della Cgil Emilia Romagna Luigi Giove) hanno spiegato che «non c’è dubbio che furti, rapine e scippi siano aumentati ben al di là delle statistiche ufficiali, anche perché tanti episodi non vengono nemmeno più denunciati. Sappiamo che le forze dell’ordine fanno tutto il possibile , ma non si può negare che le risorse a loro disposizione siano insufficienti ».
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