Gazzetta di Modena

Modena

Tecnologie ceramiche a quota 2 miliardi 

di Andrea Gilioli
Tecnologie ceramiche a quota 2 miliardi 

L’anno scorso raggiunta la soglia record nel fatturato grazie all’export. Boom anche in Italia con l’iper- ammortamento 

3 MINUTI DI LETTURA





Di nuovo ottime notizie per il settore ceramico, che continua a crescere riportandosi ai valori pre-crisi.

Dopo i dati positivi diffusi dai produttori di piastrelle, con fatturati in crescita e mercato interno che inverte finalmente la propria tendenza, ieri Acimac, associazione di categoria dei produttori di macchinari per ceramica, sanitari e laterizi, ha diffuso i dati 2016 e quelli previsionali per il 2017, che fanno segnare numeri da record.

Nello scorso anno, infatti, il settore, che conta 147 aziende, dalle più piccole ai grandi colossi, quasi tutte con sede principale nel distretto e filiali in ogni parte del mondo, ha visto crescere il fatturato del 2,3 per cento, fino a superare la soglia, mai raggiunta prima, dei 2 miliardi di euro.

Come sempre a fare la parte del leone l'export delle tecnologie italiane, che pesa per oltre il 76 per cento del fatturato totale e cresce dell'1,6 per cento, con risultati assai positivi soprattutto in Europa e America. Più critica la situazione in Oriente, dove la concorrenza cinese rende più ostico il lavoro delle aziende italiane, che comunque conservano la leadership in materia di innovazione e qualità.

Altro dato record, per il settore macchinari, arriva dall'Italia, dove dopo anni di crescita, i numeri dei primi mesi 2017 fanno segnare un aumento del fatturato attorno al 60 per cento: un dato che, tenuto conto dell'incidenza di circa il 23 per cento sul fatturato totale del settore, fa ben sperare sul risultato finale dell'anno in corso e del 2018.

«La crescita record dell'Italia – hanno chiarito il presidente di Acimac Paolo Sassi e il direttore Paolo Gambuli – è indubbiamente drogata dall'iper-ammortamento voluto dal governo, che ha incentivato enormemente le aziende a effettuare in tempi ristretti gli investimenti, per potere fruire delle agevolazioni. Da parte nostra ovviamente chiediamo che gli incentivi, magari più bassi, vengano resi durevoli, ma probabilmente a metà dell’anno 2018 cesseranno e come settore dobbiamo essere pronti a un contraccolpo del mercato interno, che dopo avere investito grandemente dovrà stabilizzarsi».

Forse un’incentivazione più diluita avrebbe consentito gli stessi risultati in maniera meno impattante, ma resta la bontà del provvedimento che, tra l'altro, in questo caso si inserisce su un settore già di per sé molto propenso agli investimenti in tecnologia.

«L'attenzione del settore ceramico agli investimenti, anche negli ultimi anni – ha commentato il direttore Gambuli – è il segno di una fiducia nel futuro del settore e una bella iniezione di fiducia per il distretto, in un Paese dove purtroppo si vede sempre solo il lato negativo delle cose».

Il buon andamento del settore meccano-ceramico si riverbera anche sugli occupati, in crescita, nel 2016, del 6%, oltre le 6600 unità: altro dato positivo per il distretto. Il momento favorevole del mercato interno aiuta anche le piccole aziende, che potrebbero giovarsene per rafforzarsi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google