Comune pronto a vendere una quota di azioni Hera
di Andrea Gilioli
L’amministrazione incasserà un milione e 600mila euro di entrate straordinarie I fondi saranno reinvestiti in opere pubbliche. Permetteranno di estinguere i Boc
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Ammonteranno ad almeno un milione e 600mila euro le entrate straordinarie per il Comune di Sassuolo derivanti dalla vendita di una quota delle azioni Hera.
Nei giorni scorsi il sindaco ha annunciato la volontà di vendere una parte delle azioni della multiutility, quotata in Borsa e controllata da enti pubblici riferiti ai territori su cui essa opera, allo scopo di estinguere con quanto incassato i Boc emessi dall’ente nel corso degli anni, garantendo così un risparmio sugli interessi passivi, da reinvestire per opere pubbliche.
L’annuncio, poi confluito in una delibera approvata dal consiglio comunale, contenente anche altre manovre finanziarie su mutui e prestiti, sembra essere sempre più vicino alla realizzazione. Nonostante gli atti ufficiali diano tempo fino a fine dicembre per effettuare la vendita di oltre 700mila azioni è, infatti, assai probabile che il Comune intenda vendere al più presto, per ottenere un ulteriore introito dato che le quotazioni, negli ultimi mesi, sono in crescita e superiori di circa il 20% al valore utilizzato per il calcolo prudenziale, 2.27 euro. Se all’atto della vendita il valore fosse quello odierno, infatti, il Comune poterebbe a casa quasi due milioni (1.974.117 euro per la precisione), con una bella plusvalenza che, anche al netto della tassazione a cui andrebbe sottoposta, darebbe un po’ di ossigeno alle casse comunali.
A inizio anno un’azione valeva circa 2,20 euro, dopo essere arrivata attorno all’euro negli anni della crisi (prima, nel 2007, si era arrivati a toccare i 3,44 euro per un’azione), e negli ultimi sei il valore è stato in crescita quasi costante, sfiorando i tre euro la scorsa settimana: un motivo in più per affrettarsi. Il tema delle azioni Hera è stato più volte al centro del dibattito, specie quando, con lo sciogliemnto di Hsst, la holding di cui erano soci alcuni Comuni, tra cui Sassuolo, dopo la fusione della multiutility bolognese con Sat, si era aperto uno spiraglio per la vendita integrale del pacchetto azionario, che fruttava, al tempo, circa 400mila euro all’anno di dividendi. Le opposizioni diedero battaglia e criticarono molto la scelta del Comune di convertire in azioni Hera le proprie quote Hsst e di aderire ad un patto di sindacato che, fino al 2018, vieta la vendita di gran parte delle azioni possedute, permettendo solo la cessione di una quota predeterminata. Vendere tutto, infatti, avrebbe portato liquidità al Comune, sofferente per la crisi di Sgp, ma con il senno di poi la decisione, almeno dal punto di vista finanziario, sembra essere stata lungimirante: nella primavera 2015 il valore di vendita era infatti di circa 2.20 euro, e dunque più basso di quello odierno.
Nei giorni scorsi il sindaco ha annunciato la volontà di vendere una parte delle azioni della multiutility, quotata in Borsa e controllata da enti pubblici riferiti ai territori su cui essa opera, allo scopo di estinguere con quanto incassato i Boc emessi dall’ente nel corso degli anni, garantendo così un risparmio sugli interessi passivi, da reinvestire per opere pubbliche.
L’annuncio, poi confluito in una delibera approvata dal consiglio comunale, contenente anche altre manovre finanziarie su mutui e prestiti, sembra essere sempre più vicino alla realizzazione. Nonostante gli atti ufficiali diano tempo fino a fine dicembre per effettuare la vendita di oltre 700mila azioni è, infatti, assai probabile che il Comune intenda vendere al più presto, per ottenere un ulteriore introito dato che le quotazioni, negli ultimi mesi, sono in crescita e superiori di circa il 20% al valore utilizzato per il calcolo prudenziale, 2.27 euro. Se all’atto della vendita il valore fosse quello odierno, infatti, il Comune poterebbe a casa quasi due milioni (1.974.117 euro per la precisione), con una bella plusvalenza che, anche al netto della tassazione a cui andrebbe sottoposta, darebbe un po’ di ossigeno alle casse comunali.
A inizio anno un’azione valeva circa 2,20 euro, dopo essere arrivata attorno all’euro negli anni della crisi (prima, nel 2007, si era arrivati a toccare i 3,44 euro per un’azione), e negli ultimi sei il valore è stato in crescita quasi costante, sfiorando i tre euro la scorsa settimana: un motivo in più per affrettarsi. Il tema delle azioni Hera è stato più volte al centro del dibattito, specie quando, con lo sciogliemnto di Hsst, la holding di cui erano soci alcuni Comuni, tra cui Sassuolo, dopo la fusione della multiutility bolognese con Sat, si era aperto uno spiraglio per la vendita integrale del pacchetto azionario, che fruttava, al tempo, circa 400mila euro all’anno di dividendi. Le opposizioni diedero battaglia e criticarono molto la scelta del Comune di convertire in azioni Hera le proprie quote Hsst e di aderire ad un patto di sindacato che, fino al 2018, vieta la vendita di gran parte delle azioni possedute, permettendo solo la cessione di una quota predeterminata. Vendere tutto, infatti, avrebbe portato liquidità al Comune, sofferente per la crisi di Sgp, ma con il senno di poi la decisione, almeno dal punto di vista finanziario, sembra essere stata lungimirante: nella primavera 2015 il valore di vendita era infatti di circa 2.20 euro, e dunque più basso di quello odierno.
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