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Gli avvocati scioperano: salta il processo Meta 

Gli avvocati scioperano: salta il processo Meta 

San Felice. Giovedì a Roma era attesa la decisione della Cassazione su Paolo Preti Ma l’astensione provoca rinvii a catena per sindaco e tecnici imputati a Modena 

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SAN FELICE. Nonostante gli sforzi, viaggia verso l’infinito il processo Meta, l’unica inchiesta modenese - a differenza del ferrarese - finita davanti al giudice tra tutte quelle che erano state aperte all’indomani del sisma del 2012.

Come noto, per i tre morti alla Meta di San Felice, due operai richiamati al lavoro prima del 29 maggio e l’ingegner Bignardi che stava esaminando le strutture dello stabilimento - sono stati rinviati a giudizio il tecnico incaricato dall’azienda per concorso in omicidio colposo e abuso edilizio, poi il sindaco di San Felice Alberto Silvestri e il capo ufficio tecnico Daniele Castellazzi per gli stessi reati e per il famoso falso, ovvero il taroccamento della documentazione comunale per sottrarsi ad eventuali responsabilità. In udienza preliminare era stato invece prosciolto il titolare della Meta, Paolo Preti, con motivazioni però giudicate assurde dalla Procura e dalle parti civili, che hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il processo ai tre era così stato fatto slittare, in attesa della decisione della Corte di Cassazione, giusto per evitare un domani di fare un processo ai tre, e un processo staccato al quarto, Preti.

Ma l’udienza davanti alla Corte di Cassazione è slittata, e addirittura è stata rimandata a “nuovo ruolo”. Motivo: nel giorno stabilito, l’avvocato difensore di Preti ha esercitato il diritto di sciopero (gli avvocati stavano scioperando contro la riforma del codice), e la discussione non si è potuta tenere. Così ieri l’altro in tribunale a Modena, invece di valutare l’eventuale reingresso nel processo di Preti, si è dovuto prendere atto della situazione. In attesa di una pronuncia della Cassazione, tutte le date fissate sono state annullate, e il processo aggiornato in autunno. Resta che, almeno, in questa situazione di progressivo... oblio, dovrebbero essere interrotti i termini della prescrizione.

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