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Modena, la Finanza a caccia dei patrimoni illegali

Modena, la Finanza a caccia dei patrimoni illegali

Le Fiamme Gialle scoprono evasori totali, false ditte in Cina, frodi su fondi pubblici e di enti locali

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MODENA. Vita da ricchi e all’insaputa del fisco a cui non presentavano neppure lo straccio di una dichiarazione dei redditi fasulla; così per 18 modenesi sono scattate le denunce. Ma i controlli della Guardia di Finanza, nei primi cinque mesi del 2017, non si sono fermate a questo.

A 28 sedicenti imprenditori hanno contestato complessivamente, 458 lavoratori irregolari di cui 89 completamente in nero. Ma due casi, nelle verifiche delle Fiamme Gialle, spiccano più di altri nella corsa alla frode fiscale. La prima è quella di una ditta che faceva figurare importazioni da due aziende in Cina; peccato che dalla produzione ai controlli alla rete di vendita fossero in tutto e per tutto due filiali. Il risultato? Spendevano pochissimo per produrre e di tasse in Italia pagavano ancora meno.

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L’altro esempio è quello di un’indagine conclusa tre settimane fa, quando i militari in grigioverde hanno sequestrato 23 capi di abbigliamento rubati, in massima parte Stradivarius e Zara, bellamente conservati in un capannone della periferia industriale. Il commerciante che le teneva è stato denunciato per ricettazione.

La costante di avere una faccia presentabile in attività lecite e trafficare sottobanco con operazioni illegali è una costante dei reati economici. Di qui il lavoro da certosini dei finanzieri che mettono sotto la lente d’ingrandimento bilanci e attività economiche, ricorrendo ai controlli delle banche dati. Di qui la politica di blocco dei beni con i sequestri richiesti ai giudici: nei primi cinque mesi dell’anno ne sono stati chiesti per 32 milioni circa e concessi per 1,5 milioni. E per reati fiscali sono stati denunciati 63 modenesi scoprendo in 14 casi frodi sull’Iva.

Non mancano neppure i microcontrolli su chi presenta dichiarazioni infedeli e qui i fina nzieri si sono trovati di fronte a parecchie sorprese. Per le esenzioni dai ticket sanitari hanno scoperto che 3 su 4 erano falsi mentre lo erano per la metà nei confronti di modenesi che hanno chiesto prestazioni sociali agevolate.

Non sono mancati anche i controlli sulle gestioni irregolari di fondi pubblici di enti locali, società partecipate o agenti pagatori; il tutto per oltre 11 milioni di euro. E sempre per restare nel campo delle frodi allo Stato anche i controlli sulle erogazioni di contributi pubblici hanno fatto scoprire 472 mila euro ricevuti illegalmente su n totale di 1,3 milioni erogati. Il 30% del totale, un record.

Infine i controlli sui bancarottieri di professione e sugli usurai oltre che i riciclatori di denaro sporco, tutti collegati in un modo o nell’altro alla criminalità organizzata. Nei confronti di cinque personaggi abituati a far sparire soldi altri sono stati chiesti sequestri per 3,3 milioni; per il riciclaggio c’è stato un arresto e tre denunce, oltre a un usuraio arrestato.

Saverio Cioce
 

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