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rottura tra i giovani pd 

Calcagno se ne va e approda a Mdp

Calcagno se ne va e approda a Mdp

Anche tra i Giovani Democratici, il ricordo di quello che una volta era la Sinistra Giovanile, si comincia a vacillare e si converge verso Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista. Dopo la...

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Anche tra i Giovani Democratici, il ricordo di quello che una volta era la Sinistra Giovanile, si comincia a vacillare e si converge verso Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista. Dopo la formazione del gruppo in consiglio comunale con l’uscita dal Pd di Paolo Trande, Walter Stella e Marco Malferrari, la scissione tocca anche i giovani del partitone. Ad andarsene è il segretario cittadino del Pd, Grigorij Filippo Calcagno, che ha affidato a Facebook la rinuncia all’incarico e l’uscita dal Pd. Lo seguiranno alcuni altri giovani che andranno a costituire un gruppo giovanile in Mdp.

Una scelta che ha creato non pochi malumori in casa Pd, dove si ricorda Calcagno emozionato in lacrime sul palco di Roma per un accorato appello all’unità del partito: « La scissione è una parola che nel vocabolario del Pd non può e non deve in alcun modo esistere. Punto», scriveva Calcagno a febbraio. Oggi Calcagno dice che a rompere il patto è stato «Renzi, correndo a destra». I tempi, evidentemente, sono cambiati: «E' tempo di recuperare chi è rimasto indietro, chi non ci segue più, riaggregare sorti e speranze sulla base di una visione del mondo per modificare la realtà esistente. E' tempo di una soggettività nuova con uno sguardo più profondo attraverso cui leggere la realtà».

Non senza difficoltà: «Il dolore che provo nel lasciare quella che è stata da sempre la mia comunità politica, la mia famiglia e che ancora vede nelle sue fila qualche strenuo lottatore è enorme ma non vedo più le condizioni per aderire al Pd ed esserne dirigente. Mi sento tradito ed umiliato da chi ho amato. Ed è un dolore soprattutto se invece il contesto locale di un circolo ed una federazione hanno avuto sin qui il merito, nei limiti del possibile, di mettere in pratica un modello alternativo e sicuramente migliore di cui onorato ho fatto parte». Ieri pomeriggio il Pd ha preso atto dell’uscita di Calcagno e soci, rimarcando il dispiacere ma anche la strada da percorrere «dentro al partito».

Davide Berti

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