Gazzetta di Modena

Modena

quattro logge a bologna 

I massoni modenesi al grande raduno per i 300 anni di vita

I massoni modenesi al grande raduno per i 300 anni di vita

Saranno presenti in forze i massoni modenesi alle celebrazioni che si terranno oggi a Bologna assieme ai loro fratelli dell’Emilia Romagna che si riconoscono nel Grande Oriente d’Italia. Gli aderenti...

3 MINUTI DI LETTURA





Saranno presenti in forze i massoni modenesi alle celebrazioni che si terranno oggi a Bologna assieme ai loro fratelli dell’Emilia Romagna che si riconoscono nel Grande Oriente d’Italia. Gli aderenti alle “Officine”, ovvero le logge, di Modena e provincia, hanno promesso di arrivare in buon numero. Saranno così presenti i vertici di “Fratellanza e Progresso”, “Nicola Fabrizi”, “Borelli Menotti”, tutte di Modena, e “Alba Prospera” di Carpi.

Per gli aderenti a un’organizzazione più chiacchierata che discussa, si tratta comunque di un avvenimento d’eccezione perché ricorrono i 300 anni esatti dalla fondazione di un’associazione che è stata sempre al centro di polemiche. Il 24 giugno 1717 a Londra, nel giorno di S. Giovanni e del solstizio d’estate, quattro logge massoniche si riunirono per dare vita a un sodalizio unico. Di qui regole comuni e una diffusione sociale che arrivò presto anche in Italia sino a creare le basi di una struttura che fu protagonista nell’Unità d’Italia. Tanto per restare a Modena i padri fondatori dell’Unità come Cialdini e Fabrizi erano massoni pure loro.

Anche a Modena la loggia più antica nacque duecento anni fa ma con il tempo gli iscritti hanno avuto numeri molto variabili. Se il fascismo soppresse ufficialmente la Massoneria, vietando com’è noto ogni forma di associazionismo che non fosse quello cattolico, nella nostra città il dopoguerra vide la rinascita dei circoli dei massoni. Protagonista della rinascita fu un medico psichiatra, Teodoro Fischetti, scomparso pochi anni fa. «È stata la persona giusta per riunificare le persone rimaste vicine all’ideale massonico dopo le sventure della guerra - racconta Giuseppe Mussini, 70 anni, ingegnere edile modenese, già attivo nella loggia Fratellanza e Progresso - Oggi lo sforzo maggiore per chi appartiene alla massoneria è quella di combattere l’idea fumettistica che si ha di noi. Al contrario ci occupiamo di studi sulle origini dell’Istituzione e di storia. Poi ogni loggia si caratterizza su alcuni temi».

Secondo le stime fatte dagli stessi iscritti alle logge sotto la Ghirlandina e a Carpi, i massoni modenesi dovrebbero essere complessivamente attorno alla 70 unità e ovviamente sono molto orgogliosi di appartenere a un sodalizio che vuole superare, già al suo interno, le contrapposizioni ideologiche e religiose.

I tre secoli che verranno festeggiati domenica, con un incontro pubblico a Palazzo Pepoli in via Castiglione a Bologna, avranno come base le conferenze di studiosi ed esponenti della massoneria dell’Emilia Romagna. Per l’occasione verrà consegnato un contributo all’Ageop Ricerca Onlus che si occupa dell’oncoematologia pediatrica.

«Là dove ci sono forze e risorse ci impegnano a favore degli altri con nostre iniziative - esemplifica l’avvocato bolognese Mario Martelli, al vertice della massoneria dell’Emilia Romagna - A Torino ad esempio abbiamo un asilo notturno per ospitare i senza tetto e un ambulatorio gratuito per tutti quelli che ne hanno bisogno».

«Come sono entrato nella massoneria? - racconta Mussini - Quando ero a Venezia dopo la laurea lavorai con un tagliapetre che era un compagnon. Anni dopo sono stato contatto per comuni conoscenze e da lì è iniziata la mia frequentazione seguendo tutti i gradi, da apprendista in poi. Una scelta che non rinnego».

Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google