deve scontare 3 anni e 4 mesi
Pedofilia, va in cella dopo 13 anni
Violenza in famiglia nel distretto ceramico, l’uomo ha 42 anni
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Deve scontare una pena di 3 anni e 4 mesi per il reato di violenza sessuale in ambito familiare, commessa quando abitava in un comune del comprensorio ceramico sassolese.
Così un 42enne, operaio residente ora a Scandiano, è stato arrestato dai carabinieri della Tenenza di Scandiano.
La sentenza di condanna è diventata esecutiva e, in base al provvedimento restrittivo emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Corte d’Appello di Bologna, l’altra mattina il 42enne è stato prelevato a casa e condotto nella casa circondariale di Reggio Emilia.
Il provvedimento riguarda fatti di tredici anni fa.
Eravamo nel 2004.
Oltre alla condanna da scontare in carcere, l’uomo deve giocoforza far fronte alle pene accessorie della perdita dei diritti successori verso la persona offesa, dall’interdizione perpetua dall’ufficio di tutore e la perdita del diritto agli alimenti. La condanna di primo grado è stata confermata dalla Corte d’Appello nel giugno 2016 e ora, dopo tutti i tempi e le ulteriori procedure necessarie, è diventata definitiva.
Così i carabinieri di Scandiano hanno raggiunto l’uomo nella sua abitazione, dove lo hanno dichiarato in arresto e portato dapprima in caserma, per le formalità di rito, e poi in carcere dove espierà la pena. L’episodio nel modenese era rimasto per lungo tempo coperto dal segreto istruttorio, anche perché l’imputato ha sempre negato la gravissima accusa che gli veniva mossa.
Così un 42enne, operaio residente ora a Scandiano, è stato arrestato dai carabinieri della Tenenza di Scandiano.
La sentenza di condanna è diventata esecutiva e, in base al provvedimento restrittivo emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Corte d’Appello di Bologna, l’altra mattina il 42enne è stato prelevato a casa e condotto nella casa circondariale di Reggio Emilia.
Il provvedimento riguarda fatti di tredici anni fa.
Eravamo nel 2004.
Oltre alla condanna da scontare in carcere, l’uomo deve giocoforza far fronte alle pene accessorie della perdita dei diritti successori verso la persona offesa, dall’interdizione perpetua dall’ufficio di tutore e la perdita del diritto agli alimenti. La condanna di primo grado è stata confermata dalla Corte d’Appello nel giugno 2016 e ora, dopo tutti i tempi e le ulteriori procedure necessarie, è diventata definitiva.
Così i carabinieri di Scandiano hanno raggiunto l’uomo nella sua abitazione, dove lo hanno dichiarato in arresto e portato dapprima in caserma, per le formalità di rito, e poi in carcere dove espierà la pena. L’episodio nel modenese era rimasto per lungo tempo coperto dal segreto istruttorio, anche perché l’imputato ha sempre negato la gravissima accusa che gli veniva mossa.
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