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Il miglior balsamico è di Vignola: il Palio a Laura Montalegni 

Il miglior balsamico è di Vignola: il Palio a Laura Montalegni 

Scelto tra 1.344 partecipanti. Premi ad altri 11 campioni La cerimonia ieri sera alla Rocca Rangoni di Spilamberto 

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SPILAMBERTO . Ha chiuso col botto la fiera di San Giovanni. Lo spettacolo pirotecnico è stato la degna conclusione di un’edizione speciale per molti aspetti: iniziata giovedì sera, ha inaugurato la rinnovata piazza della Rocca Rangoni, riaperta nei giorni scorsi, ed è stata la prima dopo il 50° anniversario della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale.

«Un nuovo inizio: il 51 è il primo numero per arrivare a cento», ha detto il nuovo Granmaestro della Consorteria Maurizio Fini, in apertura del 51° Palio di San Giovanni, edizione che ha visto Laura Montalegni di Vignola come miglior produttrice di Balsamico tra 1344 concorrenti. Secondo posto per Franco Mazzi di Modena, terzo classificato Ivan Ruggeri di Pavullo. Seguono Annamaria Berti Fogliani e Pierino Pagani, entrambi di Sassuolo. A completare il quadro dei vincitori ci sono Rossi Roberta di Fiorano, Roberto e Stefania Antichi di Modena, Alberto Bergamaschi di Castelnuovo, Giorgio Apparuti di Nonantola, Giorgio Preti di Castelfranco, Mirco Galloni di Castelvetro e Lauro Molinelli di Soliera. Per mettere al centro della festa la Rocca e la piazza, le bancarelle sono state disposte in modo diverso rispetto al passato: molte, infatti, sono state installate nel parco della costruzione medievale, e non solo lungo le vie del centro.

«Avremmo preferito che la nostra presenza nel parco fosse indicata da cartelli - lamentano alcuni espositori, in particolare l’azienda agricola Dalla Valle ai Monti - La nuova disposizione non ci ha aiutato con le vendite». «Noi siamo invece abbastanza contenti», dicono dalla Cooperativa Casearia del Frignano. Soddisfazione è stata espressa anche da altri, in particolare dall’Osteria del buono Giusto e Solidale,che riunisce i volontari di Overseas, Libera, Slowfood e Magicamente Liberi: «Abbiamo avuto il pieno tutte le sere, ogni anno c’è sempre più gente, è una boccata d’ossigeno per le nostre associazioni», ammette Mario Cavani di Overseas. Anche per Sehriri Mohammed dell’associazione Isaaf è stata una fiera proficua: «Siamo un’associazione che getta ponti tra le culture. Questo fine settimana si sono fermati in molti da noi, anche persone nuove».

Enrico Vincenzi

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