Turismo a Modena.Ghirlandina al top per numero di visitatori
Nei primi cinque mesi del 2017 già ventimila presenze, tanti anche gli stranieri. Piccinini: "Ora il sogno è salire in vetta"
MODENA. Giovanni Bertugli è Dirigente Responsabile del Servizio Promozione della Città e Turismo del Comune di Modena. È da qui che si coordina la valorizzazione del Sito Unesco cittadino attraverso un progetto che «è stato avviato nell'ambito tavolo Expo 2015 coordinato dal Comune - spiega Bertugli - Questa è stata una delle iniziative realizzate per sviluppare la vocazione turistica della città valorizzandone le potenzialità». Discutendo delle sfide gestionali da affrontare, Bertugli illustra: «Quella principale è mantenere l'attuale e rilevante numero di visite, e continuare a offrire il ricco programma culturale e di animazione, cercando di coordinare sempre meglio il pacchetto visita al sito Unesco con altri percorsi turistici in città, arrivando anche a sperimentare nuove offerte e modalità di visita in termini di orari e luoghi».
«Intanto - prosegue - grazie alla convenzione tra Comune e Ministero della Giustizia sulla sede dei Musei del Duomo, sarà possibile ampliare e valorizzare ulteriormente l’istituto culturale che - grazie anche al biglietto unico - ha visto in tre anni più che raddoppiare i visitatori, arrivando così nel 2016 a superare gli 11.000».
A fine maggio 2017 se ne registrano già quasi 8.000. Il biglietto unico citato consente l’accesso a Ghirlandina, Sale Storiche, Musei del Duomo e Acetaia Comunale al prezzo complessivo promozionale di 6 euro, e «ha registrato un crescente apprezzamento vedendo acquistati nel 2016 più di tremila biglietti nei tre punti vendita: Ghirlandina, Iat, e Musei del Duomo», racconta Bertugli. Per quanto riguarda la sola Torre, il dirigente riassume così gli ostacoli affrontati: «Per garantire l’apertura continuativa della Ghirlandina sono stati necessari alcuni interventi di riqualificazione e non sono mancate le difficoltà, ma i risultati ottenuti hanno consentito di superarle, arrivando a offrire a cittadini e turisti un’esperienza che in tanti trovano estremamente affascinante». I dati lo confermano, mostrando una partecipazione intensa e sentita: «La Ghirlandina è un monumento che piace a Modenesi e turisti: nel 2016 sono infatti stati superati i 44.000 visitatori, con una media mensile di quasi 4.000 unità, e un picco ragguardevole in settembre con 5.600 presenze. La Torre è sempre più frequentata anche dagli stranieri: l'anno scorso i visitatori provenienti dall’estero hanno rappresentato il 21% degli ingressi con più di 9.000 presenze. Per quanto riguarda i dati relativi ai primi mesi del 2017, tra gennaio e maggio è stata quasi toccata la soglia di 20.000 visitatori (per l’esattezza 19.735), con un picco in aprile di 6.556 presenze. L’afflusso è stato molto consistente anche durante i ponti primaverili», descrive Bertugli. Spiegando poi l’organizzazione interna, prosegue: «Il Comune ha affidato la gestione della Torre Ghirlandina ad Ars Archeosistemi, che si è aggiudicata la gara per l'affidamento dei servizi di custodia, accoglienza turistica e animazione culturale».
LA COORDINATRICE DEL SITO UNESCO. Una regolare visita alla Ghirlandina si conclude nella Sala dei Torresani, ad ammirarne i capitelli. Nel pilastro nord-occidentale della stanza si trova però una porta, oltre la quale una scala a chiocciola conduce -superando la cella campanaria- fino alla sala posta alla base della guglia. In relazione all’ultimo ambiente della torre, Francesca Piccinini -coordinatrice del sito Unesco di Modena- spiega che «la parte terminale della Ghirlandina è caratterizzata dalla presenza di un manufatto eccezionale: racchiusa tra le pareti diagonali si trova infatti una grande scala elicoidale, completata nel 1609. Questa è dovuta all'ingegnere comunale Raffaele Rinaldi, detto il Menia, che svolse diversi lavori importanti nella torre», spiega Piccinini, aggiungendo che i disegni progettuali sono tuttora conservati all’Archivio Storico Comunale. I 119 scalini permettono di accedere alle balconate in cima alla torre, le cosiddette “ghirlande” che le danno il nome, il punto più alto che si possa raggiungere odiernamente: «Oggi al pomo dorato non si arriva più, ma una volta - le cronache lo raccontano - la gente ci saliva a cavalcioni, e in occasione dei restauri - quando il ponteggio lo raggiungeva - abbiamo visto scritte anche del Sei e Settecento», rievoca Piccinini. La sala e la scala, come tutta la torre, sono state infatti oggetto di restauro tra 2008 e 2011. Piccinini racconta che questo «è stato estremamente rispettoso e basato su principi di rispetto ecologico e ambientale, tenendo ben presente il criterio del minimo intervento, con analisi sui materiali. Grazie a queste si è potuto vedere che la struttura della scala è in abete, mentre la parte portante in rovere. Oltre al restauro del manufatto, per dargli maggior sicurezza sono stati aggiunti supporti in metallo reversibili e non invasivi».
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