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Kiwi, tempio di star: Celentano, la Gaynor Barry White e Vasco  

Kiwi, tempio di star: Celentano, la Gaynor Barry White e Vasco  

Piazza Matteotti gremita per l’evento voluto dai dj storici I ricordi di chi andava a ballare e del proprietario Giugni 

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CASTELFRANCO. La discoteca Kiwi ha chiuso ufficialmente nel 2012, ma il suo nome è ancora vivo e vegeto. Lo dimostrano le migliaia di persone che si sono riversate sabato sera in piazza Matteotti a Piumazzo.

Dalle 20,30, infatti, si è tenuto l'evento “Kiwi History”, serata revival dedicata alla storica discoteca organizzata dai dj, in collaborazione con il Comune e la Pro loco.

Inaugurata nel 1970, è stata per oltre quarant'anni un simbolo di aggregazione giovanile, per il territorio di Castelfranco e non solo. Generazioni hanno ballato nelle sue sale, al ritmo delle canzoni che hanno contrassegnato i decenni passati. Sul palco del Kiwi hanno suonato artisti di fama nazionale ed internazionale: basti pensare a Gloria Gaynor, Barry White e James Brown, o ad Adriano Celentano, Vasco Rossi e gli 883. Dietro le consolle del Kiwi si sono alternati storici deejay (allora chiamati disk jockey), tra i primi, in Italia, a sperimentare metodi di intrattenimento che sarebbero divenuti tratti comuni del mestiere. Uno di questi è Max Kelly, il primo in Italia ad usare lo “scratch”, ovvero il suono che si ottiene passando le dita sul disco in movimento. Sabato sera, Max era di nuovo lì, dietro la consolle a far ballare i suoi fan. «Sono contento di essere qua, a suonare la musica che si suonava nel “Kiwino” - il privé del Kiwi - È molto emozionante, anche solo fare la strada che percorrevo tutte le sere in quegli anni».

Del resto, quella di sabato non era una serata qualsiasi per nessuno, dal pubblico agli organizzatori: «Questa serata è un modo per rivivere quegli anni e quell'atmosfera per chi ce l'ha nel cuore. Il Kiwi era un locale semplice dove c'era gente semplice e dove si ballava bella musica», commenta Massimo Gavioli, storico dj ed organizzatore della serata. «I miei genitori si sono conosciuti qua al Kiwi», racconta Barbara Golfieri, che abita a Venezia ed è venuta a Piumazzo apposta per celebrare il Kiwi. «Erano gli anni più belli della vita, dal venerdì sera alla domenica», dicono Loretta Benetti, Andrea Serpini e Daniela Malavasi. Tamara, Elisa, Chiara e Rita andavano al Kiwi negli anni 90. Per loro «è un ricordo magico». Tra i ricordi spicca quello di Rino e Rodolfo Giugni, padre e figlio proprietari del Kiwi: «Per noi è un tuffo nel passato, nei bei ricordi. Adesso c'è un altro modo di divertirsi, certi tipi di locali non riescono ad esistere. Sono cambiate le persone ed i tempi, ora è tutto più veloce e meno romantico». Ma c'è orgoglio «nel vedere tanta gente, tra cui anche dei giovani. Ci sono tre generazioni nel segno del Kiwi. Qualcosa di buono si è seminato». Sono i giovani stessi a raccontare il loro legame con il Kiwi: «I nostri genitori ce ne hanno parlato spesso, siamo venuti apposta per vedere», dicono alcuni ragazzi. «Conosco il Kiwi, i miei genitori sono cresciuti lì», afferma una ragazza.

Enrico Vincenzi

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