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i segreti del sito unesco 

Piccinini: «Ora il sogno è salire fino alla vetta»

Piccinini: «Ora il sogno è salire fino alla vetta»

Una regolare visita alla Ghirlandina si conclude nella Sala dei Torresani, ad ammirarne i capitelli. Nel pilastro nord-occidentale della stanza si trova però una porta, oltre la quale una scala a...

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Una regolare visita alla Ghirlandina si conclude nella Sala dei Torresani, ad ammirarne i capitelli. Nel pilastro nord-occidentale della stanza si trova però una porta, oltre la quale una scala a chiocciola conduce -superando la cella campanaria- fino alla sala posta alla base della guglia. In relazione all’ultimo ambiente della torre, Francesca Piccinini -coordinatrice del sito Unesco di Modena- spiega che «la parte terminale della Ghirlandina è caratterizzata dalla presenza di un manufatto eccezionale: racchiusa tra le pareti diagonali si trova infatti una grande scala elicoidale, completata nel 1609. Questa è dovuta all'ingegnere comunale Raffaele Rinaldi, detto il Menia, che svolse diversi lavori importanti nella torre», spiega Piccinini, aggiungendo che i disegni progettuali sono tuttora conservati all’Archivio Storico Comunale. I 119 scalini permettono di accedere alle balconate in cima alla torre, le cosiddette “ghirlande” che le danno il nome, il punto più alto che si possa raggiungere odiernamente: «Oggi al pomo dorato non si arriva più, ma una volta - le cronache lo raccontano - la gente ci saliva a cavalcioni, e in occasione dei restauri - quando il ponteggio lo raggiungeva - abbiamo visto scritte anche del Sei e Settecento», rievoca Piccinini. La sala e la scala, come tutta la torre, sono state infatti oggetto di restauro tra 2008 e 2011. Piccinini racconta che questo «è stato estremamente rispettoso e basato su principi di rispetto ecologico e ambientale, tenendo ben presente il criterio del minimo intervento, con analisi sui materiali. Grazie a queste si è potuto vedere che la struttura della scala è in abete, mentre la parte portante in rovere. Oltre al restauro del manufatto, per dargli maggior sicurezza sono stati aggiunti supporti in metallo reversibili e non invasivi».

Proseguendo sul tema della sicurezza, Piccinini spiega la presenza del sistema di tiranti all’interno della sala: «Sono stati probabilmente aggiunti durante un restauro cinquecentesco: si vide che a causa dei terremoti, la cuspide tendeva ad aprirsi, e per questo furono inseriti per dare maggiore stabilità. L’ultimo intervento li ha mantenuti, e ha aggiunto cerchiature invisibili, più affidabili». Durante il restauro sono state anche trovate tracce di intonaco trecentesco; il fatto che sia sopravvissuto è particolarmente meritevole, perché la cuspide non è interamente quella originaria del Trecento, ma fu in parte rifatta e alzata nel Cinquecento. «I restauri della guglia - spiega Piccinini - sebbene concentrati soprattutto sul paramento lapideo esterno, hanno riguardato anche aspetti strutturali, come quelli risolti con le nuove cerchiature, così che i danni riscontrati sono stati minimi, tanto che la Ghirlandina praticamente non è stata chiusa». In risposta a quale sia l’onere di mantenere in buono stato l’antica scala, Piccinini aggiunge: «Quando si fanno dei restauri è un obbligo di legge stendere un piano di manutenzione. La torre ne ha uno, e stiamo lavorando a un piano di manutenzione integrata col Duomo sulle parti esterne del complesso Unesco. Questo non significa però che si riesca sempre ad avere le risorse necessarie per effettuare questi interventi». Le regole di sicurezza più aggiornate sono molto stringenti, e per ora purtroppo non è possibile salire la scala se non per i tecnici: «Spero che il Comune ci lavorerà, perché sarebbe bello se –rispettando le norme di sicurezza- si potesse concedere ai cittadini, in occasioni particolari e a condizioni particolari, di poter fare questa esperienza, davvero bellissima», auspica Piccinini. Gli interni descritti possono comunque essere visti online, grazie alla visita virtuale proposta sul sito unesco.modena.it. (a.m.a)

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