Marijuana nel fiume, due arresti
Concordia. I carabinieri scoprono la piantagione in golena e la droga già raccolta
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CONCORDIA. L’intuizione era interessante: coltivare marijuana nella golena del fiume Secchia, a San Giovanni. E per settimane quella loro passione per il pollice verde aveva dato i frutti desiderati: le piante stavano crescendo rigogliose, alte ormai quasi due metri e vicinissime al momento della raccolta. L’acqua per innaffiarle la prendevano dal fiume e visto il clima tropicale la marijuana è nata in un ambiente ideale. Ma l’operazione illegale non è passata inosservata ai carabinieri di Concordia, che sabato sera hanno organizzato un appostamento lungo il tragitto sterrato che porta in golena. Erano pressoché certi che i coltivatori sarebbero arrivati per le operazioni quotidiane.
Nella rete dei militari sono infatti finiti due operai: un tunisino di 31 anni e l’amico rumeno di 39, entrambi di Concordia, accusati di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Perché non solo i militari concordiesi hanno trovato le venti piante ancora in fase di crescita, ma sono stati in grado di scoprire anche marijuana pronta per la vendita. Dopo i due fermi sono infatti scattate le perquisizioni domiciliari al fine di verificare se gli operai detenessero droga utile a sostanziare l’arresto per spaccio. E a casa del rumeno sono spuntati vasi di vetro e sportine in plastica in cui erano stati stoccati alcuni “fiori”: in totale c’erano 200 grammi già essiccati oltre ad altre tre piante in crescita. Non mancavano poi gli strumenti necessari al confezionamento tra cui un bilancino di precisione e addirittura un forno utile a velocizzare l’essiccazione. I due compari sono finiti ieri mattina davanti al giudice per la convalida dell’arresto.
Nella rete dei militari sono infatti finiti due operai: un tunisino di 31 anni e l’amico rumeno di 39, entrambi di Concordia, accusati di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Perché non solo i militari concordiesi hanno trovato le venti piante ancora in fase di crescita, ma sono stati in grado di scoprire anche marijuana pronta per la vendita. Dopo i due fermi sono infatti scattate le perquisizioni domiciliari al fine di verificare se gli operai detenessero droga utile a sostanziare l’arresto per spaccio. E a casa del rumeno sono spuntati vasi di vetro e sportine in plastica in cui erano stati stoccati alcuni “fiori”: in totale c’erano 200 grammi già essiccati oltre ad altre tre piante in crescita. Non mancavano poi gli strumenti necessari al confezionamento tra cui un bilancino di precisione e addirittura un forno utile a velocizzare l’essiccazione. I due compari sono finiti ieri mattina davanti al giudice per la convalida dell’arresto.
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