Santuario di Fiorano
di LAURA TENEBROSI
Mi sono recata diverse volte a Fiorano e dintorni, ma non avevo trovato mai l'occasione, ma anche la voglia, di visitare il suo Santuario. Innanzitutto, essendo in posizione elevata rispetto al paese,...
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Mi sono recata diverse volte a Fiorano e dintorni, ma non avevo trovato mai l'occasione, ma anche la voglia, di visitare il suo Santuario. Innanzitutto, essendo in posizione elevata rispetto al paese, permette una magnifica vista sulle prime colline modenesi. Inoltre la strada di accesso costeggia una serie di ville, i cui giardini sono davvero una gioia per gli occhi. Insomma, la premessa non è niente male.
Il Santuario è stato costruito sui ruderi di un antico castello e la sua posizione lo rende ben visibile anche dai comuni limitrofi. Sembra che tale maniero fosse già presente in loco prima dell'anno 1000 e fosse voluto per difendersi dalle invasioni ungariche presenti in quel periodo nel modenese e non solo. Nel corso dei secoli il castello fu raso al suolo diverse volte e sembra che in due casi distinti si sia salvato solo un dipinto, tutt'ora presente dentro la chiesa e considerato miracoloso: rappresenta la Beata Vergine con in braccio il bambino Gesù. La paternità di tale dipinto non è sicura, ma sicuro è che per tutti i fioranesi abbia un'importanza storico religiosa immensa. Addirittura nel XVII secolo, quando la peste colpì nuovamente l'Italia con tutta la sua ferocia, a Fiorano non morì nessuno per questa malattia. Si disse che furono le preghiere dedicate all'effige della Beata Vergine, che accolte, risparmiarono la popolazione.
Nel 1633 la Santa Sede riconobbe l'autenticità dei miracoli, ma la documentazione andò perduta. Sempre in quegli anni, intorno al 1630, iniziò la raccolta dei fondi per la creazione del Santuario sull'altopiano dove sorgeva il castello, donato al Comune da Francesco I d'Este, il proprietario dell'epoca. Nel 1670, durante una messa, venne erroneamente appiccato fuoco all'altare. In breve tempo le fiamme bruciarono tutto ciò che trovarono, ma l'immagine della Beata Vergine si salvò nuovamente. A seguito di questo ulteriore miracolo vennero fatte cospicue donazioni ed entro pochi anni il Santuario fu nuovamente in grado di accogliere i fedeli. La cupola fu costruita grazie ad un'importante donazione del sacerdote Conte Adamo Boschetti di Modena. Verso la fine del 1700, il dominio francese impose di non celebrare più riti religiosi all'interno del Santuario, che rischiò di essere chiuso. Così, l'arciprete dell'epoca propose di adibirlo a cimitero, in modo che non andasse distrutto. Quest'idea salvò la chiesa che, nonostante alcuni restauri ed ampliamenti, è giunta fino a noi dopo 4 secoli di guerre, saccheggi e devastazioni. L'effige della Beata Vergine con in braccio il bambino Gesù la vedrete appesa sopra l'altare principale. www.viaggiareconlaura.com . Pagina Facebook: Viaggiare con Laura.
Il Santuario è stato costruito sui ruderi di un antico castello e la sua posizione lo rende ben visibile anche dai comuni limitrofi. Sembra che tale maniero fosse già presente in loco prima dell'anno 1000 e fosse voluto per difendersi dalle invasioni ungariche presenti in quel periodo nel modenese e non solo. Nel corso dei secoli il castello fu raso al suolo diverse volte e sembra che in due casi distinti si sia salvato solo un dipinto, tutt'ora presente dentro la chiesa e considerato miracoloso: rappresenta la Beata Vergine con in braccio il bambino Gesù. La paternità di tale dipinto non è sicura, ma sicuro è che per tutti i fioranesi abbia un'importanza storico religiosa immensa. Addirittura nel XVII secolo, quando la peste colpì nuovamente l'Italia con tutta la sua ferocia, a Fiorano non morì nessuno per questa malattia. Si disse che furono le preghiere dedicate all'effige della Beata Vergine, che accolte, risparmiarono la popolazione.
Nel 1633 la Santa Sede riconobbe l'autenticità dei miracoli, ma la documentazione andò perduta. Sempre in quegli anni, intorno al 1630, iniziò la raccolta dei fondi per la creazione del Santuario sull'altopiano dove sorgeva il castello, donato al Comune da Francesco I d'Este, il proprietario dell'epoca. Nel 1670, durante una messa, venne erroneamente appiccato fuoco all'altare. In breve tempo le fiamme bruciarono tutto ciò che trovarono, ma l'immagine della Beata Vergine si salvò nuovamente. A seguito di questo ulteriore miracolo vennero fatte cospicue donazioni ed entro pochi anni il Santuario fu nuovamente in grado di accogliere i fedeli. La cupola fu costruita grazie ad un'importante donazione del sacerdote Conte Adamo Boschetti di Modena. Verso la fine del 1700, il dominio francese impose di non celebrare più riti religiosi all'interno del Santuario, che rischiò di essere chiuso. Così, l'arciprete dell'epoca propose di adibirlo a cimitero, in modo che non andasse distrutto. Quest'idea salvò la chiesa che, nonostante alcuni restauri ed ampliamenti, è giunta fino a noi dopo 4 secoli di guerre, saccheggi e devastazioni. L'effige della Beata Vergine con in braccio il bambino Gesù la vedrete appesa sopra l'altare principale. www.viaggiareconlaura.com . Pagina Facebook: Viaggiare con Laura.
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