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Si radicalizza in carcere, subito espulso 

Si radicalizza in carcere, subito espulso 

Tunisino inneggia più volte alla jihad islamica: la polizia lo preleva dal Sant’Anna e lo rimanda in patria

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Un viaggio di sola andata per Tunisi a bordo di una motonave salpata dalla frontiera marittima di Genova. Si è conclusa così la permanenza in Italia di un 39enne tunisino - H.M.E. le sue iniziali - rimasto incarcerato fino a sabato al Sant’Anna di Modena. Nell’ultimo periodo l’uomo era finito sotto osservazione da parte dell’amministrazione carceraria e della Digos della Questura geminiana: era stato percepito un sospetto avvicinamento ai valori della jihad islamica, palesato con frasi piuttosto esplicite pronunciate in diverse occasioni. E dal momento che la radicalizzazione in galera è considerata una delle fasi più a rischio, la polizia ha deciso di prevenire. È infatti stato informato il magistrato di sorveglianza, che si occupa del monitoraggio dei detenuti. E il giudice ha optato per l’espulsione, commutando la pena detentiva nel rimpatrio immediato. Perché il magrebino in carcere doveva restare per tre anni dopo la condanna del tribunale di Modena che lo aveva giudicato colpevole per le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi. Nei suoi confronti pendeva anche un divieto di dimora di due anni nel Comune di Modena oltre che un ordine e un provvedimento di espulsione dall’Italia.

I poliziotti lo hanno quindi prelevato sabato e portato fino a Genova dove il 39enne è stato rimpatriato. Si chiude così la terza espulsione in pochi mesi per soggetti considerati a rischio radicalizzazione. L’ultima esecuzione è di poche settimane fa, ma resta il pericolo dei legami che si stanno formando al Sant’Anna così come in diverse galere italiane. Si ricorderà, infatti, l’albanese, che dando in escandescenza e inneggiando al terrorismo, aveva ferito una guardia penitenziaria, suscitando la rabbia dei sindacati di polizia.

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