San Felice: si schianta con la figlia e muore
Le condizioni di Lidia Grassigli, 59 anni, si erano aggravate dopo il trasporto a Mirandola
SAN FELICE. Ha avuto un tragico epilogo lo scontro tra due vetture avvenuto sabato intorno alle 12 all’incrocio tra via Roncaglio e via Bosco, sulla Cavezzo-Camposanto. Lidia Grassigli, la 59enne residente a San Felice in via Bosco, e passeggera della Suzuki, condotta dalla figlia 40enne, che ha impattato contro una Peugeot per un probabile mancato stop, purtroppo non ce l’ha fatta. È deceduta domenica sera all’ospedale di Baggiovara per delle complicazioni sopraggiunte in seguito alle ferite riportate nell’incidente. Che almeno inizialmente erano apparse serie, ma non gravi, tanto da aver indotto il personale sanitario a trasportare la donna all’ospedale di Mirandola.
Nelle ore successive, però, le condizioni della 59enne, che soffriva anche di diabete, si sono aggravate a tal punto da imporre un suo trasferimento d’urgenza a Baggiovara, dove si è spenta intorno alle 19.
La salma della donna è stata trasferita presso la Medicina Legale di Modena su disposizione del pm Pasquale Mazzei che, stando ai primi riscontri sulla dinamica dell’incidente, ha aperto un’inchiesta in merito all’accaduto, per il quale, probabilmente, potrebbe essere indagata la figlia 40enne della Grassigli. Dinamica apparsa sostanzialmente chiara al pubblico ministero, tanto da non aver disposto il sequestro dei due mezzi coinvolti nell’incidente. Come si ricorderà, infatti, dai primi rilievi ed accertamenti effettuati dalla polizia municipale di San Prospero, lo schianto tra le due vetture potrebbe essere stato causato da un mancato stop in via Roncaglio, della Suzuki condotta dalla figlia della vittima. Che immettendosi così sulla Cavezzo-Camposanto ha impattato contro la Peugeot che proprio in quel momento era in transito. Alla luce di quanto emerso dalla dinamica dell’accaduto, spetterà ora al pubblico ministero stabilire cause e responsabilità del terribile schianto. E decidere dunque come e se procedere nei confronti della figlia della Grassigli, già comprensibilmente provata dall’inaspettata morte della madre. Valentina Corsini
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