Boschini: «Ora la Bursi ci metta la faccia»
di Luca Gardinale
Le analisi dopo la sconfitta anche a Vignola aprono nel Pd nuove crepe nella conduzione provinciale
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Dall’ammissione delle sconfitte - cosa non sempre scontata - alla necessità di avere una visione chiara.
A due giorni dalle amministrative che hanno visto il Pd perdere sul territorio nazionale come nel modenese (la sconfitta di Vignola brucia parecchio) continua l’analisi dei big modenesi del partito.
«Per prima cosa le sconfitte si ammettono - spiega il consigliere regionale Giuseppe Boschini - perché il Pd ha perso dove esprimeva il governo e il ‘sistema’ dominante. Una sconfitta che ci ricorda che non è scritto da nessuna parte che una regione rossa debba restare tale per sempre, e che ci deve portare a ragionare sulla visione del partito che vogliamo e sulla strategia». Discorsi che valgono anche per il Pd locale, «perché è questo il momento in cui il partito, dal provinciale al regionale, entra davvero in campo, mettendoci la faccia e indicando la strada: del resto, il compito di un dirigente è quello di guidare, anche a costo di pagare di persona».
Parole dirette soprattutto al segretario provinciale Lucia Bursi: «Non credo che questa vicenda possa passare in cavalleria - riprende Boschini - perché un po’ di responsabilità qualcuno la dovrà avere. E non possiamo certo cavarcela dicendo che a Modena il risultato è in linea con quello che succede in Regione e nel nazionale - incalza il consigliere, riprendendo le parole pronunciate dal segretario dopo il voto - insomma, dobbiamo chiederci che progetto abbiamo messo a punto a Modena e come abbiamo aiutato i partiti locali. E se ci si incarta, ci si mette la faccia…».
A chiedere «una vera e propria verifica sulla linea politica che abbiamo scelto» è il parlamentare Davide Baruffi: «Questa batosta arriva dopo altri voti - spiega - e dopo altre occasioni di riflessione mancate, quindi fare finta di nulla ora sarebbe l’anticamera della sconfitta alle politiche».
Per quanto riguarda il locale, il deputato di Soliera parla di «risultati complicati, soprattutto perché Vignola arriva dopo Novi, Finale e Pavullo, confermando un indebolimento del voto al partito. Per questo, ora bisogna discutere a tutti i livelli, affrontando il tema del posizionamento del partito e recuperando il rapporto con una serie di mondi di riferimento che si sono allontanati».
Per la collega Giuditta Pini, «perdere 5 a 0 ai ballottaggi in Emilia Romagna ci deve far riflettere. C’è da analizzare una tendenza nazionale - spiega la parlamentare dalla sua pagina Facebook alla quale ha affidato la sua riflessione - ma anche locale, perché non basta più ‘essere emiliani’, organizzare grandi feste e grandi manifestazioni per avere anche un grande partito».
A due giorni dalle amministrative che hanno visto il Pd perdere sul territorio nazionale come nel modenese (la sconfitta di Vignola brucia parecchio) continua l’analisi dei big modenesi del partito.
«Per prima cosa le sconfitte si ammettono - spiega il consigliere regionale Giuseppe Boschini - perché il Pd ha perso dove esprimeva il governo e il ‘sistema’ dominante. Una sconfitta che ci ricorda che non è scritto da nessuna parte che una regione rossa debba restare tale per sempre, e che ci deve portare a ragionare sulla visione del partito che vogliamo e sulla strategia». Discorsi che valgono anche per il Pd locale, «perché è questo il momento in cui il partito, dal provinciale al regionale, entra davvero in campo, mettendoci la faccia e indicando la strada: del resto, il compito di un dirigente è quello di guidare, anche a costo di pagare di persona».
Parole dirette soprattutto al segretario provinciale Lucia Bursi: «Non credo che questa vicenda possa passare in cavalleria - riprende Boschini - perché un po’ di responsabilità qualcuno la dovrà avere. E non possiamo certo cavarcela dicendo che a Modena il risultato è in linea con quello che succede in Regione e nel nazionale - incalza il consigliere, riprendendo le parole pronunciate dal segretario dopo il voto - insomma, dobbiamo chiederci che progetto abbiamo messo a punto a Modena e come abbiamo aiutato i partiti locali. E se ci si incarta, ci si mette la faccia…».
A chiedere «una vera e propria verifica sulla linea politica che abbiamo scelto» è il parlamentare Davide Baruffi: «Questa batosta arriva dopo altri voti - spiega - e dopo altre occasioni di riflessione mancate, quindi fare finta di nulla ora sarebbe l’anticamera della sconfitta alle politiche».
Per quanto riguarda il locale, il deputato di Soliera parla di «risultati complicati, soprattutto perché Vignola arriva dopo Novi, Finale e Pavullo, confermando un indebolimento del voto al partito. Per questo, ora bisogna discutere a tutti i livelli, affrontando il tema del posizionamento del partito e recuperando il rapporto con una serie di mondi di riferimento che si sono allontanati».
Per la collega Giuditta Pini, «perdere 5 a 0 ai ballottaggi in Emilia Romagna ci deve far riflettere. C’è da analizzare una tendenza nazionale - spiega la parlamentare dalla sua pagina Facebook alla quale ha affidato la sua riflessione - ma anche locale, perché non basta più ‘essere emiliani’, organizzare grandi feste e grandi manifestazioni per avere anche un grande partito».
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