Gazzetta di Modena

Modena

Quegli operai dimenticati nel rogo ex Campanella 

di Andrea Gilioli
Quegli operai dimenticati nel rogo ex Campanella 

Sono passati ventisei anni dalla morte tra le fiamme dei tre nordafricani e la città tra polemiche e indifferenza delle vecchie giunte non li ha mai ricordati

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Sono passati ormai 26 anni dalla tragedia della ex Campanella, l'incendio nella fabbrica abbandonata di via Radici in Piano, dove ora sorge il centro commerciale Panorama, in cui trovarono la morte tre stranieri, Soury Hassan, Bazgra Hassan e Moudan Ben Khalid, che, come decine e decine di altri, in quel periodo di boom della ceramica e dell'immigrazione dal Nord Africa, vivevano in condizioni tremende nella ex palazzina uffici dell'azienda. Nei giorni scorsi, in occasione della presentazione dei risultati dello studio condotto dall'Università di Modena, “Il posto di chi arriva”, che ha analizzato proprio i fenomeni immigratori nel distretto, i ricercatori hanno ricordato in diversi passaggi quel tragico episodio, che segnò uno spartiacque nelle politiche abitative del distretto e che fece emergere in tutta la loro durezza le condizioni di vita di quei primi immigrati, richiamati in città dalla grande offerta di lavoro che arrivava dalle aziende ceramiche. Una politica, prima, che non aveva affrontato il problema abitativo ma che dopo quella tragedia si mosse con risultati tutto sommato positivi, nonostante la nascita di altri edifici ghetto, oggi ormai completamente vuoti grazie agli sgomberi e, purtroppo, alla crisi che ha compito negli anni scorsi il settore ceramico. Un ricordo, fatto proprio nell'aula del consiglio comunale, dove si è tenuta la presentazione dello studio, che ha sottolineato la gravità della non conoscenza da parte delle nuove generazioni di quell'episodio e che ha riportato alla mente di tanti il tema del ricordo delle tre vittime. Dopo il lutto cittadino e il consiglio comunale straordinario dell'agosto 1991, infatti, per lungo tempo dell'argomento non si è quasi più parlato e l'ultima traccia, non certo lodevole, almeno nei risultati, risale al 2011, quando, in occasione del ventesimo anniversario, il Consiglio discusse un ordine del giorno per la realizzazione di una targa commemorativa. Quella volta, dopo una lunga ed animata discussione tra le parti politiche, con l'allora sindaco di centrodestra, Luca Caselli, che sfoggiò una targa, voluta dai predecessori di sinistra, da anni abbandonata a prendere polvere nei magazzini, il Consiglio rigettò la proposta, firmata Pd. Oggi la giunta ha un colore diverso ma la proposta di realizzare un angolo per ricordare le vittime dell'incendio, arse vive tra materassi e degrado, non è più stata avanzata, quasi come se tutti se ne fossero dimenticati.

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