Turismo, le associazioni contro Muzzarelli
di Davide Berti
Dopo l’esclusione della nostra provincia dalle destinazioni strategiche: «Colpevole ritardo nell’organizzazione dell’offerta. La consulta va superata»
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Il passo falso c’è stato. Tutti lo sanno ma tutti stanno zitti. Chi prova ad alzare un po’ la testa sono le associazioni di categoria che, già da qualche giorno, hanno messo nero su bianco l’errore del sindaco Muzzarelli che ha delegato a Bologna la gestione dei fondi del turismo per la nostra provincia.
Proprio “delegato”, come letteralmente scritto nero su bianco nel dispositivo regionale costruito in tutta fretta dopo che Modena è rimasta “col cerino in mano”, esclusa da ogni nuova destinazione turistica, Emilia compresa, e quindi dai finanziamenti, per aver puntato troppo i piedi. Il grido di battaglia della serie “vogliamo comandare noi”, non è stato gradito dalle altre province, tanto che Modena ha dovuto rimediare affidandosi ad una convenzione poco chiara alle dipendenze della città metropolitana di Bologna.
E, appunto, in tutto questo, le associazioni vedono lo spettro della beffa: «Lo strumento della convenzione individuato dalla Regione nella modifica normativa - semplicemente per un colpevole ritardo politico di Modena - non ci soddisfa ma occorre evidenziare che il nostro territorio è colpevolmente in ritardo sulla strutturazione della sua organizzazione turistica. Il problema di maggior livello è quello di adeguare l’organizzazione turistica del nostro territorio affinchè possa dialogare a pari livello con le altre realtà turistiche», spiegano Confesercenti, Cna, Confcommercio e Lapam.
Il ritardo è grave e le soluzioni per garantire finanziamenti strategici al pari delle altre province non sono affatto chiare, anzi, pongono Modena in una situazione di certo svantaggio programmatico ed economico: «È necessario strutturarsi come se Modena fosse essa stessa una destinazione turistica riconosciuta dalla legge regionale - spiega Rete Imprese Italia - La costituzione di uno strumento che superi l’attuale consulta del turismo attraverso un “Comitato strategico di Modena”. Serve una cabina di regia e la strutturazione di questa articolazione è un elemento indispensabile per costruire un progetto turismo per il territorio di Modena, senza il quale correremo il rischio di venire relegati a semplice tappa di escursionismo da parte delle realtà limitrofe».
Ad oggi, più che un rischio, è una certezza.
Proprio “delegato”, come letteralmente scritto nero su bianco nel dispositivo regionale costruito in tutta fretta dopo che Modena è rimasta “col cerino in mano”, esclusa da ogni nuova destinazione turistica, Emilia compresa, e quindi dai finanziamenti, per aver puntato troppo i piedi. Il grido di battaglia della serie “vogliamo comandare noi”, non è stato gradito dalle altre province, tanto che Modena ha dovuto rimediare affidandosi ad una convenzione poco chiara alle dipendenze della città metropolitana di Bologna.
E, appunto, in tutto questo, le associazioni vedono lo spettro della beffa: «Lo strumento della convenzione individuato dalla Regione nella modifica normativa - semplicemente per un colpevole ritardo politico di Modena - non ci soddisfa ma occorre evidenziare che il nostro territorio è colpevolmente in ritardo sulla strutturazione della sua organizzazione turistica. Il problema di maggior livello è quello di adeguare l’organizzazione turistica del nostro territorio affinchè possa dialogare a pari livello con le altre realtà turistiche», spiegano Confesercenti, Cna, Confcommercio e Lapam.
Il ritardo è grave e le soluzioni per garantire finanziamenti strategici al pari delle altre province non sono affatto chiare, anzi, pongono Modena in una situazione di certo svantaggio programmatico ed economico: «È necessario strutturarsi come se Modena fosse essa stessa una destinazione turistica riconosciuta dalla legge regionale - spiega Rete Imprese Italia - La costituzione di uno strumento che superi l’attuale consulta del turismo attraverso un “Comitato strategico di Modena”. Serve una cabina di regia e la strutturazione di questa articolazione è un elemento indispensabile per costruire un progetto turismo per il territorio di Modena, senza il quale correremo il rischio di venire relegati a semplice tappa di escursionismo da parte delle realtà limitrofe».
Ad oggi, più che un rischio, è una certezza.
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