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Camion distrutto dal rogo “Salvate” due auto a gpl

di Valentina Corsini
Camion distrutto dal rogo “Salvate” due auto a gpl

MIRANDOLA. Un rovinoso incendio ha incenerito la cabina di un camion di una ditta di trasporto bestiame. È accaduto ieri, poco prima delle 13, in via Manicardi a Quarantoli, nel cortile dell’elettraut...

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MIRANDOLA. Un rovinoso incendio ha incenerito la cabina di un camion di una ditta di trasporto bestiame. È accaduto ieri, poco prima delle 13, in via Manicardi a Quarantoli, nel cortile dell’elettrauto Giancarlo Ferraresi, dove il grosso mezzo era stato appena posteggiato dalla conducente per essere riparato. Quello che sembrava un semplice malfunzionamento del sistema elettrico, però, si è tramutato all’improvviso in un rogo devastante non solo per il grosso mezzo, bensì per parte del muro dell’elettrauto e per una grondaia, fusa dalle fiamme. Danni ingenti, ma fortunatamente nessun ferito.

«Una cliente, di ritorno da Reggiolo, mi ha portato il camion perché si era accorta che qualcosa non andava - spiega Ferraresi - Lo aveva appena parcheggiato, quando è divampato un incendio incredibile. In effetti il sistema elettrico presentava un malfunzionamento, ma mai avrei pensato ad un rogo simile. Probabilmente il surriscaldamento del camion dopo il viaggio, unito al guasto, ha fatto sì che il fuoco divampasse con molta violenza».

Un incendio che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più tragiche per la vicinanza dell’elettrauto ad un’autofficina. «Di fianco al camion c’erano parcheggiate due auto di miei clienti, una a metano e l’altra a gpl - dice Ivo Remondi, il titolare - è andata bene perché poteva saltare in aria tutto. Per fortuna, però, Giancarlo ha detto all’autista di entrare nel cortile in retromarcia: se la cabina da dove sono divampate le fiamme, infatti, fosse stata rivolta verso le due vetture, sarebbe stato il finimondo».

Sul posto si sono subito portati i vigili del fuoco di San Felice per domare il rogo, che ha destato molta preoccupazione in via Manicardi. «Ho visto il fumo nero e sentito degli scoppi come fossero bombe - racconta una conoscente di Ferraresi - ho ancora l’angoscia addosso».

«Dalla paura mi sono precipitata e non ricordo più dove ho messo le chiavi di casa», ha detto invece la madre di Remondi.

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