Gazzetta di Modena

Modena

Il Lions A. Pio dona una casa ai terremotati 

di Valeria Cammarota
Il Lions A. Pio dona una casa ai terremotati 

Le socie hanno dato sollievo a una famiglia di Norcia offrendo un’abitazione completa degli arredi

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Il Lions Club Alberto Pio, presieduto da Sandra Marri, ha dedicato un’importante iniziativa alle zone d’Italia colpite dal terremoto l’estate scorsa, data la gravità di quanto accaduto.

L’aver vissuto sulla propria pelle questa terribile esperienza, ha fatto sì che la solidarietà del Club andasse prevalentemente alle popolazioni che, a causa del sisma, avevano - hanno - perso tutto, trovandosi a fronteggiare l’emergenza del vivere quotidiano più basilare.

Attraverso imprese private e onlus che stavano operando nel centro Italia, le socie hanno dunque voluto dare sollievo a una famiglia in grave difficoltà, offrendole una casetta prefabbricata che avesse tutti i confort di una vera casa.

«Tramite un contatto degno di fiducia - spiega Sandra Marri - siamo arrivate alla famiglia Fasulo-Iacozzilli di Norcia, i cui componenti vivono principalmente di allevamento, motivo per il quale dopo il terremoto non hanno potuto allontanarsi anche se la casa era crollata. I componenti più anziani erano stati subito soccorsi dallo Stato che aveva assegnato loro un container, ma i più giovani - due genitori e tre bambine piccole - avevano vissuto sei mesi in una capanna di lamiera, prima di passare in un container».

È così che, aiutate dal Leo Club di Carpi e dalla società del Menecò di Medolla, il Club ha raccolto alcune decine di migliaia di euro con le quali ha acquistato dall’impresa Vibrobloc di Montese una casetta di legno di 42 metri quadrati al cui interno sono una saletta, una cucina, una camera e mezzo e un bagno.

La cifra ha coperto anche l’acquisto del mobilio Ikea, a completare il prefabbricato che, oggi, consente di vivere riparandosi adeguatamente dal caldo e dal freddo.

Domenica 25 giugno, infine, una delegazione composta da una decina di appartenenti al Club si è recata in loco per consegnare alla famiglia la casetta e gli arredi, dove d’ora in poi vivranno papà, mamma e le tre piccole. Per raggiungere i luoghi distrutti dal sisma si sono dovute costeggiare case squarciate, passare a fianco di paesi quali Arcuata e Accumoli, rasi letteralmente al suolo. «Li abbiamo visti tante volte in televisione - hanno commentato le socie - ma, dal vero, tutte quelle macerie sono davvero impressionanti. Dopo oltre sette ore di viaggio, l’emozione dell’incontro con la famiglia è stata grandissima.

Il progetto pareva irrealizzabile ma, alla fine, ascoltare il racconto del loro vissuto e guardare gli occhi lucidi di felicità di Giancarlo Fasulo, il capofamiglia, è stata un’emozione che non potremo mai dimenticare».

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