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Muore schiacciato da rotoballe a Carpi

di Serena Arbizzi
Muore schiacciato da rotoballe a Carpi

I dettagli della tragedia che ha ucciso Emilio Cavazzuti, 78 anni, agricoltore e vicepresidente del Caseificio San Giorgio. Lascia la moglie e tre figli

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CARPI. Una tragedia che ha gettato nello sconforto la famiglia della vittima e l’intera comunità carpigiana.

Erano circa le 12.30, ieri, quando durante il temporale che si è abbattuto sulla città, Emilio Cavazzuti, 78 anni, agricoltore, allevatore e vicepresidente del Caseificio Oratorio San Giorgio, ha perso la vita nel capannone di via Zappiano 15.

L’uomo si trovava nel capannone insieme al figlio Luca quando, improvvisamente, rotoballe di fieno sono cadute dalla cima della pila e hanno travolto con il loro peso schiacciante Cavazzuti. La dinamica precisa è in corso di accertamento ma la caduta delle rotoballe non sarebbe dovuto al maltempo che stava imperversando in quel momento anche perché la parte dello stabilimento in cui si trovava è al coperto.

Inutili i soccorsi: Cavazzuti è morto sul colpo. Sul posto è intervenuta la squadra volante del Commissariato di Carpi insieme alla Medicina del lavoro. Dopo il recupero, effettuato dalle onoranze funebri del Comune, il corpo è stato portato alla Medicina legale di Modena dove rimane a disposizione del magistrato.

Emilio lascia la moglie Anna e tre figli: oltre a Luca, era papà di Paolo e Lucia. I tre figli si occupano dell’azienda di famiglia, che include anche pereti e vigneti. Cavazzuti gestiva, inoltre, anche terreni di proprietà della famiglia Crotti che ieri è rimasta sconvolta alla notizia del decesso.

Anche il personale del caseificio, oltre, naturalmente, ai famigliari, sono duramente provati da questa scomparsa che lascia un grande dolore. Soltanto poche settimane fa, Cavazzuti aveva accolto il campione olimpico Gregorio Paltrinieri al caseificio e documentato la situazione economica del Parmigiano Reggiano. Ed era solito sottolineare le buone performance del San Giorgio, che dispone di un magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano, capace di ben 15mila forme e di un punto vendita qualificato. Cavazzuti, poi, portava l’uva dei suoi vigneti alla cantina sociale di Santa Croce.

«Siamo sconvolti per questa perdita enorme - spiega Giovanna Quadri, dipendente del Caseificio oratorio San Giorgio - Certamente saremo listati a lutto il giorno del funerale. Era un uomo energico, adorato da tutti, sempre presente, disponibile con chiunque avesse bisogno di lui. Un uomo d’altri tempi: così non se ne vedono più. Il caseificio è stato ristruttorato e inaugurato di nuovo nel 2015 grazie a un consistente investimento di oltre 1 milione e 200 mila euro, in parte provenienti dai fondi regionali per lo sviluppo rurale.
 

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