Quel cantiere groviera, chiuso, riaperto e sospeso
di Andrea Gilioli
In via Casa Bucelli, Hera ha investito 250mila euro per la tubatura dell’acqua Problemi di tenuta della conduttura hanno cambiato i piani e la strada è distrutta
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Una strada groviera, con una decina di voragini aperte e recintate da alte reti che occupano per metà la carreggiata e, tra una buca e l’altra, altri pezzi di scavo ricoperti di ghiaia e polvere. Questa la situazione che si trovano ad avere davanti a casa decine di famiglie residenti in via Casa Bucelli a San Michele, dove Hera, da circa tre settimane, ha impiantato un cantiere per la posa di una nuova condotta dell’acqua, in grado di risolvere i problemi di rotture che negli ultimi anni avevano afflitto la zona.
Un investimento lodevole e di un certo peso: ben 250mila euro più Iva, sborsati dalla multiutility per rendere un servizio migliore alle famiglie del quartiere, composto da villette mono e bi-famigliari, dove tutti si conoscono e da anni collaborano per tenere ordine e decoro, ad esempio pulendo e sistemando a proprie spese e con le proprie forze i marciapiedi e gli alberi che costeggiano la strada.
La notizia dell’avvio dei lavori era stata naturalmente accolta con favore dai residenti, che non si erano affatto preoccupati dei disagi che gli scavi avrebbero provocato per una o due settimane. Stando alla tabella esposta l’operazione di posa della nuova conduttura, infatti, dovrebbe concludersi entro il 30 giugno, ma ad oggi le buche sono ancora aperte e la strada ingombra. Perché? Stando alle risposte che alcuni cittadini sono riusciti ad ottenere il problema sarebbe da ricondurre al classico “scaricabarile” tra Hera, committente, Cpl Concordia, esecutore dei lavori di scavo e posa, e la ditta fornitrice dei tubi posati.
I lavori di scavo e posa del nuovo tubo, infatti, realizzati sotto il sole cocente dagli operai, si erano conclusi in pochi giorni e la strada era stata regolarmente riasfaltata. Il nuovo tubo posato, però, sembra non tenere, con più perdite in diversi punti, e così i tecnici sono stati costretti a intervenire nuovamente, prima effettuando alcuni scavi “esplorativi”, oggi chiusi con ghiaia e sabbia, poi riscavando fino a scoprire il tubo alla ricerca delle perdite da riparare.
Un lavoro duro e “alla cieca” che ha comportato il disfacimento di tutto quanto fatto prima e un probabile, quanto inevitabile, aumento dei costi preventivati, e, ovviamente, dei tempi. Negli ultimi giorni, poi, il cantiere risulta essere fermo. All’inizio e alla fine del tubo, lungo quasi 250 metri, sono stati montati dei manometri, probabilmente per capire se dopo le riparazioni la conduttura tiene, ma il problema più grave da superare - a questo punti - sembra essere quello delle responsabilità. E il rischio, dato che probabilmente ogni attore darà la colpa agli altri, è che i tempi si allunghino a dismisura, lasciando la strada come appare oggi, costringendo i cittadini a vivere nel disagio, tra polvere e restringimenti di carreggiata e, ovviamente, ancora allacciati alla vecchia tubatura che dava problemi.
Un investimento lodevole e di un certo peso: ben 250mila euro più Iva, sborsati dalla multiutility per rendere un servizio migliore alle famiglie del quartiere, composto da villette mono e bi-famigliari, dove tutti si conoscono e da anni collaborano per tenere ordine e decoro, ad esempio pulendo e sistemando a proprie spese e con le proprie forze i marciapiedi e gli alberi che costeggiano la strada.
La notizia dell’avvio dei lavori era stata naturalmente accolta con favore dai residenti, che non si erano affatto preoccupati dei disagi che gli scavi avrebbero provocato per una o due settimane. Stando alla tabella esposta l’operazione di posa della nuova conduttura, infatti, dovrebbe concludersi entro il 30 giugno, ma ad oggi le buche sono ancora aperte e la strada ingombra. Perché? Stando alle risposte che alcuni cittadini sono riusciti ad ottenere il problema sarebbe da ricondurre al classico “scaricabarile” tra Hera, committente, Cpl Concordia, esecutore dei lavori di scavo e posa, e la ditta fornitrice dei tubi posati.
I lavori di scavo e posa del nuovo tubo, infatti, realizzati sotto il sole cocente dagli operai, si erano conclusi in pochi giorni e la strada era stata regolarmente riasfaltata. Il nuovo tubo posato, però, sembra non tenere, con più perdite in diversi punti, e così i tecnici sono stati costretti a intervenire nuovamente, prima effettuando alcuni scavi “esplorativi”, oggi chiusi con ghiaia e sabbia, poi riscavando fino a scoprire il tubo alla ricerca delle perdite da riparare.
Un lavoro duro e “alla cieca” che ha comportato il disfacimento di tutto quanto fatto prima e un probabile, quanto inevitabile, aumento dei costi preventivati, e, ovviamente, dei tempi. Negli ultimi giorni, poi, il cantiere risulta essere fermo. All’inizio e alla fine del tubo, lungo quasi 250 metri, sono stati montati dei manometri, probabilmente per capire se dopo le riparazioni la conduttura tiene, ma il problema più grave da superare - a questo punti - sembra essere quello delle responsabilità. E il rischio, dato che probabilmente ogni attore darà la colpa agli altri, è che i tempi si allunghino a dismisura, lasciando la strada come appare oggi, costringendo i cittadini a vivere nel disagio, tra polvere e restringimenti di carreggiata e, ovviamente, ancora allacciati alla vecchia tubatura che dava problemi.
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