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Turisti in fuga, Cna e aziende in allerta

Turisti in fuga, Cna e aziende in allerta

Fare più attenzione ai “numeri” del turismo, individuare proposte coordinate, abbandonare i campanilismi, adeguarsi (e in fretta) ai nuovi mezzi di comunicazione. Queste alcune delle concrete...

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Fare più attenzione ai “numeri” del turismo, individuare proposte coordinate, abbandonare i campanilismi, adeguarsi (e in fretta) ai nuovi mezzi di comunicazione. Queste alcune delle concrete proposte uscite dal dibattito sull’innovazione nel turismo in Appennino organizzato lunedì da Cna al castello di Sestola. Una quarantina gli imprenditori (presente anche il sindaco Marco Bonucchi) che hanno discusso per trovare le soluzioni all’emorragia di turisti registrata. Non sensazioni, ma numeri fotografati dall’indagine di Cna Emilia Romagna sui viaggiatori europei under 40, una categoria che si muove spesso in compagnia, e che vuole farlo durante tutto l’anno (62%), rappresentando una grande opportunità per la montagna.

«Numeri alla mano, l’Appennino sembra avere grandi potenzialità – ha sottolineato Giuseppe Giaccardi, curatore dell’indagine – potenzialità che però sino ad oggi non ha saputo cogliere: tra il 2008 e il 2015 gli arrivi sui monti modenesi sono diminuiti del 31,9%, contro il -18% rilevato sull’intero appennino emiliano, e il +1,3% di Modena città d’arte».

Tra le cause, Giaccardi ha indicato «l’assenza di un’offerta organica: in Emilia Romagna troviamo tante notizie sulle singole eccellenze, da quelle paesaggistiche a quelle agroalimentari, ma mancano percorsi organici e, nei rari casi in cui questi esistano, è estremamente difficile individuarli».

«Dobbiamo abbandonare i campanilismi e smetterla di pensare che il nostro castello sia più bello degli altri - ha sottolineato Fabrizio Brugioni dell’agriturismo “Il Cerro - L’Appennino ha bisogno di Modena, dell’intero territorio, per presentarsi con un’offerta variegata che, ad esempio, contempli alternative in caso di maltempo. Non so se una cabina di regia possa rappresentare una soluzione unica in questo senso. Certo sarebbe utile, se però funzionasse in modo diverso da quelle che si sono proposte sino ad oggi».

C’è anche chi non ha mancato di rimarcare l’assenza di Modena da “Destinazione Emilia”, l’ente turistico che si sono dati 84 Comuni dell’area di Parma, Piacenza e Reggio, ma d’altra parte è stato sottolineato come sino ad oggi Modena non sia stata capace di coordinarsi a livello provinciale. Da qui presto iniziative ad hoc della Cna. (dm)

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