Gazzetta di Modena

Modena

«Chioschi regolari»: tutti assolti I cantieri saranno dissequestrati 

di Carlo Gregori
«Chioschi regolari»: tutti assolti I cantieri saranno dissequestrati 

Gli ex assessori Sitta e Prampolini, i dirigenti e le due soprintendenti non commisero abusi edilizi Incognita sui tempi per liberare le 4 baracchine dopo più di 3 anni. La Procura: «Andremo in appello»

3 MINUTI DI LETTURA





Tutti assolti. I chioschi in costruzione sono stati progettati e realizzati secondo criteri conformi sia alla legge che ai codici urbanistici regionali e locali. E non è stata commessa alcuna violazione dei codici per la tutela dei beni culturali. Non solo: i cantieri sotto sequestro da tre anni e mezzo possono essere liberati: è stata revocata la misura cautelare, anche se i tempi di ripresa dei lavori non sono ancora chiari.

Questa la sentenza letta ieri mattina dal giudice Barbara Marvasi al termine di una “causa celebre” che ha tanto fatto discutere la città dividendola in due: da un lato i favorevoli - a diverso titolo - allo sviluppo dei chioschi nel Parco delle Rimembranze e dall’altra chi riteneva che quei chioschi fossero in realtà casette abusive che deturpavano un’area sotto tutela rovinandone il verde, malcontento del quale si è fatta interprete - oltre che Vittorio Sgarbi e il senatore Carlo Giovanardi, autore dell’esposto - l’associazione Italia Nostra che ha preso parte al processo come parte civile (assistita dall’avv. Andrea Stefani). Le assoluzioni riguardano i dirigenti comunali Giovanni Villanti e Marco Stancari (difesi dall'avv. Roberto Chiossi); le soprintendenti Paola Grifoni e Graziella Polidori (avv. Luca Pastorelli); gli ex assessori Daniele Sitta e Stefano Prampolini (avv. Roberto Mariani e Luca Scaglione). Erano gli imputati rimasti dopo la scrematura iniziale: tra gli indagati c’era anche l’ex sindaco Giorgio Pighi (che ha anche testimoniato in aula), prosciolto.

Il procuratore Lucia Musti ha fatto sapere che «la Procura certamente impugnerà la sentenza assolutoria con riferimento alle posizioni dei dirigenti tecnici del Comune Villanti e Stancari ritenendo che, almeno sotto il profilo urbanistico, vi sia stata palese violazione delle norme del Piano Regolatore Comunale. Quanto al ruolo degli altri imputati (assessori e soprintendenti), si riserva di leggere le motivazioni».

Grande soddisfazione da parte dei difensori. Sia Mariani che Chiossi, che rappresentavano il Comune per politici e dirigenti tecnici, hanno spiegato che la sentenza rende giustizia all’operato delle due giunte Pighi. Anche l’avvocato Pastorelli per la Soprintendenza ha dichiarato che, in attesa delle motivazioni, giustizia è stata fatta.

Il dispositivo sulla revoca del sequestro dei quattro chioschi “impacchettati” dal marzo 2014 è invece più difficile da inquadrare nell’immediato.

La sentenza rende esecutivo il dissequestro ma sarà necessaria una firma della Procura, dopo di che non è chiaro cosa accadrà: non a caso ieri il Comune e tutte le parti coinvolte hanno preso tempo per analizzare la questione. In teoria i cantieri potrebbero riaprire in pochi giorni, forse due settimane, oppure si potrebbe decidere di togliere le recinzioni dopo l’estate, col deposito della sentenza e il ricorso della Procura. In ogni caso, è prevedibile che i lavori riprendano in autunno.

Esiste anche la possibilità che la parte civile - Italia Nostra - ricorra in appello per tutti gli assolti, dato che ne ha la facoltà. «Per ora non voglio commentare la sentenza - ha detto Giovanni Losavio, il presidente - aspettiamo il deposito delle motivazione. Per mia natura, non sono emotivo; preferisco riflettere».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google