Fan al “foto-finish” verso la prima fila
“Vince” un impiegato di Busseto con all’attivo 73 concerti Dietro di lui un romano di 27 anni. Il palco? «Stupefacente»
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Ore 15.40, all’orizzonte della spianata verde del Pit 1, lo spazio riservato alla “fetta” di pubblico sotto il palco, si intravvedono i primi due fans de “Il blasco”, che hanno superato l’ultimo dei 4 punti di controllo che precedono il traguardo. A questo punto, la lunga rincorsa è quasi finita: restano solo da percorrere, e di corsa per arrivare prima dei “rivali”, gli ultimi 300 metri che li separano da una serata a tu per tu con Vasco in prima fila. La scena è un misto tra Momenti di Gloria - vedendoli risuona nella mente la celeberrima colonna sonora - e la drammatica corsa di Dorando Pietri, l’eroe carpigiano. La corsa è disperata, il fiato si spezza, le gambe si piegano; ma la voglia di arrivare primi prevale. Poi una volta toccato il traguardo della transenna della prima fila si accasciano al suolo senza fiato. La scena si ripete come un loop, getto continuo, man mano che i fans più accaniti giungono a destinazione.
«Lasciami respirare: 10 minuti e poi facciamo l’intervista. Intanto tienimi il posto per il mio amico» sussurra implorando una bottiglietta d’acqua allo steward Francesco Mozzanca, 30 anni impiegato di Busseto. È lui il primo in assoluto. Da una decina di giorni è accampato a Modena Park, proprio per vivere queste giornate di Vasco a Modena. È al 73esimo concerto. «Il più bello sarà sicuramente questo qui di Modena - dice una volta riconquistato un po’ di fiato - Supererà sicuramente quello che fino ad oggi era per me il più bello: Bruxelles 6 maggio 2010. Era bello perché eravamo in un palazzetto dello sport, raccolto. Vasco era vicinissimo e poi fu emozionante sentire un intero palasport in Belgio cantare in italiano le sue canzoni». Francesco è di Busseto ed è pronto a lanciare la battuta «Come vedi sono passato da Verdi a Rossi: soltanto numeri uno. Nella lirica e nella musica rock».
Accanto a lui Roberto Renzetti, romano di 27 anni. Segue Vasco “solo” dal 2007. «Felice di essere qui davanti per questo evento. - dice - Francesco? Ci siamo conosciuti qui. In queste occasioni tra di noi nascono tante amicizie». Nel frattempo tutto attorno prosegue la grande corsa verso il traguardo. Iniziano le foto ricordo davanti a un palcoscenico che lascia tutti a bocca aperta. «È immenso, devo andare indietro per prenderlo tutto dentro la foto - dice una ragazza mentre scatta la foto ricordo agli amici. Intanto tutto attorno Modena Park apre i battenti. Le tende con il merchandising iniziano a vendere le t-shirt dell’evento. La maglietta nera con l’immagine simbolo di Modena Park è ovviamente la più gettonata. Il premio simpatia va sicuramente a quella con stilizzata la caricatura di Andrea Giacobazzi al secolo “Alfredo” protagonista della canzone che dà il la allo spettacolo con la calligrafia di Vasco che scrive “Mi son distratto un attimo…” e sotto la caricatura la scritta “Colpa d’Alfredo”.
Intanto prende “Vascopoli”, come l’hanno già ribattezzata i media nazionali che in queste ore hanno scoperto l’evento e sono pronti a “cannibalizzarlo” in ogni aspetto. Aprono gli stand delle bevande, quelli dei panini e tutto il mondo che si muove attorno ad un concerto. Dove tutto però è moltiplicato a misura di un evento kolossal quale è questo. Sono duemila i metri di gazebo che sono stati allestiti per fornire tutti i servizi: oltre ai gadget, l’angolo ristorante, i panini, le bevande. Si completano i preparativi anche dell’area intrattenimento per far ingannare l’attesa dei 220mila di domani sera.
Intanto l’apparato della sicurezza prosegue i sopralluoghi e le verifiche sul campo. Una nutrita delegazione di uomini della polizia, guadati dal questore, compie un giro di perlustrazione. Anche per loro quella del soundcheck è una prova generale. Si osservano le fasi dei controlli, l’arrivo dei ragazzi, la disposizione degli apparati. Si respira il clima dell’attesa di un evento in cui, come sul palco, tutto dovrà filare alla perfezione. Ne va della sicurezza del popolo di Blasco e del buon nome di Modena, sussurrano in Comune. (and.mar.)
«Lasciami respirare: 10 minuti e poi facciamo l’intervista. Intanto tienimi il posto per il mio amico» sussurra implorando una bottiglietta d’acqua allo steward Francesco Mozzanca, 30 anni impiegato di Busseto. È lui il primo in assoluto. Da una decina di giorni è accampato a Modena Park, proprio per vivere queste giornate di Vasco a Modena. È al 73esimo concerto. «Il più bello sarà sicuramente questo qui di Modena - dice una volta riconquistato un po’ di fiato - Supererà sicuramente quello che fino ad oggi era per me il più bello: Bruxelles 6 maggio 2010. Era bello perché eravamo in un palazzetto dello sport, raccolto. Vasco era vicinissimo e poi fu emozionante sentire un intero palasport in Belgio cantare in italiano le sue canzoni». Francesco è di Busseto ed è pronto a lanciare la battuta «Come vedi sono passato da Verdi a Rossi: soltanto numeri uno. Nella lirica e nella musica rock».
Accanto a lui Roberto Renzetti, romano di 27 anni. Segue Vasco “solo” dal 2007. «Felice di essere qui davanti per questo evento. - dice - Francesco? Ci siamo conosciuti qui. In queste occasioni tra di noi nascono tante amicizie». Nel frattempo tutto attorno prosegue la grande corsa verso il traguardo. Iniziano le foto ricordo davanti a un palcoscenico che lascia tutti a bocca aperta. «È immenso, devo andare indietro per prenderlo tutto dentro la foto - dice una ragazza mentre scatta la foto ricordo agli amici. Intanto tutto attorno Modena Park apre i battenti. Le tende con il merchandising iniziano a vendere le t-shirt dell’evento. La maglietta nera con l’immagine simbolo di Modena Park è ovviamente la più gettonata. Il premio simpatia va sicuramente a quella con stilizzata la caricatura di Andrea Giacobazzi al secolo “Alfredo” protagonista della canzone che dà il la allo spettacolo con la calligrafia di Vasco che scrive “Mi son distratto un attimo…” e sotto la caricatura la scritta “Colpa d’Alfredo”.
Intanto prende “Vascopoli”, come l’hanno già ribattezzata i media nazionali che in queste ore hanno scoperto l’evento e sono pronti a “cannibalizzarlo” in ogni aspetto. Aprono gli stand delle bevande, quelli dei panini e tutto il mondo che si muove attorno ad un concerto. Dove tutto però è moltiplicato a misura di un evento kolossal quale è questo. Sono duemila i metri di gazebo che sono stati allestiti per fornire tutti i servizi: oltre ai gadget, l’angolo ristorante, i panini, le bevande. Si completano i preparativi anche dell’area intrattenimento per far ingannare l’attesa dei 220mila di domani sera.
Intanto l’apparato della sicurezza prosegue i sopralluoghi e le verifiche sul campo. Una nutrita delegazione di uomini della polizia, guadati dal questore, compie un giro di perlustrazione. Anche per loro quella del soundcheck è una prova generale. Si osservano le fasi dei controlli, l’arrivo dei ragazzi, la disposizione degli apparati. Si respira il clima dell’attesa di un evento in cui, come sul palco, tutto dovrà filare alla perfezione. Ne va della sicurezza del popolo di Blasco e del buon nome di Modena, sussurrano in Comune. (and.mar.)
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