Nuova Carife, ok della Ue Ora il marchio scomparirà
Esaurita la funzione di istituto “ponte”, potrà essere inglobata a Modena Già oggi potrebbe esserci l’annuncio ufficiale della chiusura dell’operazione
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La Commissione europea e la Bce hanno concesso via libera per la vendita di Nuova Carife a Bper Banca. L’operazione diventerà ufficiale presumibilmente già oggi, giornata in cui Bper Banca è intenzionata a chiudere la “due diligence”.
Il prezzo di acquisto è di un euro, lo stesso pagato da Ubi per le altre tre good bank, vale a dire Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. A questo punto il marchio Nuova Carife è destinato a scomparire in tempi non lunghi per essere inglobato in Bper Banca. Nuova Carife è infatti nata come “banca ponte”, una delle quattro create a novembre 2015 dopo che Banca d'Italia aveva deciso di avviare la procedura di risoluzione per quattro istituti, tra cui la Cassa di Risparmio di Ferrara. Il Fondo interbancario di risoluzione ha traghettato le quattro banche, fra cui Nuova Carife, dal risanamento, nel caso specifico sulle ceneri della vecchia Cassa di Risparmio di Ferrara, fino alla vendita che ora viene perfezionata. Nel lungo iter ovviamente la depurazione dai crediti deteriorati, la drastica riduzione di sportelli e dipendenti, oltre al rafforzamento del capitale di CariFerrara con 295 milioni di euro da parte del Fondo di risoluzione. La Commissione Ue aveva già approvato, lo scorso 30 aprile, la vendita delle altre tre “banche ponte” a Ubi Banca . Secondo la Commissione Ue il processo di vendita della “banca ponte” condotto dalle autorità italiane è stato aperto, competitivo e ha selezionato la migliore offerta disponibile. L'operazione è quindi in linea con le norme europee sugli aiuti di Stato, in conformità con quanto stabilito dalla Comunicazione adottata da Bruxelles ad agosto 2013. La Commissione Ue ha ribadito che Nuova Carife scomparirà per eliminare eventuali distorsioni alla concorrenza. L'ok della Commissione Ue segue quello dello scorso 12 giugno dell'Antitrust. La chiusura della cessione ha subito un'accelerazione lo scorso 20 giugno quando Atlante 2, il fondo gestito da Quaestio, ha acquistato 343 milioni di euro del portafoglio di crediti deteriorati di Carife con un investimento di 65 milioni. Nuova Carife, che ha iniziato a operare il 23 novembre del 2015 a seguito dell'autorizzazione di Banca d'Italia, opera principalmente nell'Italia settentrionale, in particolare in Emilia-Romagna e in Veneto, attraverso una rete di circa cento sportelli.
Il prezzo di acquisto è di un euro, lo stesso pagato da Ubi per le altre tre good bank, vale a dire Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. A questo punto il marchio Nuova Carife è destinato a scomparire in tempi non lunghi per essere inglobato in Bper Banca. Nuova Carife è infatti nata come “banca ponte”, una delle quattro create a novembre 2015 dopo che Banca d'Italia aveva deciso di avviare la procedura di risoluzione per quattro istituti, tra cui la Cassa di Risparmio di Ferrara. Il Fondo interbancario di risoluzione ha traghettato le quattro banche, fra cui Nuova Carife, dal risanamento, nel caso specifico sulle ceneri della vecchia Cassa di Risparmio di Ferrara, fino alla vendita che ora viene perfezionata. Nel lungo iter ovviamente la depurazione dai crediti deteriorati, la drastica riduzione di sportelli e dipendenti, oltre al rafforzamento del capitale di CariFerrara con 295 milioni di euro da parte del Fondo di risoluzione. La Commissione Ue aveva già approvato, lo scorso 30 aprile, la vendita delle altre tre “banche ponte” a Ubi Banca . Secondo la Commissione Ue il processo di vendita della “banca ponte” condotto dalle autorità italiane è stato aperto, competitivo e ha selezionato la migliore offerta disponibile. L'operazione è quindi in linea con le norme europee sugli aiuti di Stato, in conformità con quanto stabilito dalla Comunicazione adottata da Bruxelles ad agosto 2013. La Commissione Ue ha ribadito che Nuova Carife scomparirà per eliminare eventuali distorsioni alla concorrenza. L'ok della Commissione Ue segue quello dello scorso 12 giugno dell'Antitrust. La chiusura della cessione ha subito un'accelerazione lo scorso 20 giugno quando Atlante 2, il fondo gestito da Quaestio, ha acquistato 343 milioni di euro del portafoglio di crediti deteriorati di Carife con un investimento di 65 milioni. Nuova Carife, che ha iniziato a operare il 23 novembre del 2015 a seguito dell'autorizzazione di Banca d'Italia, opera principalmente nell'Italia settentrionale, in particolare in Emilia-Romagna e in Veneto, attraverso una rete di circa cento sportelli.
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