L’EX ASSESSORE ASSOLTO SI SFOGA
Sitta: «Italia Nostra, che fanatici»
Anche l’ex sindaco Pighi: «Non discutono, sanno solo denunciare»
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È un fiume in piena, Daniele Sitta. L’ex assessore all’urbanistica - che ha voluto e difeso con forza i chioschi del Parco della Rimembranza e ora, forte di un’assoluzione che lo libera dal fardello del trovarsi imputato - ricorre al suo tipico modo franco e senza mezze misure di esprimersi. Il suo dito è puntato contro Italia Nostra.
«Il mio sentimento in questo momento - commenta all’uscita dal Tribunale - è duplice e contrastante: sono contento e molto amareggiato. Siamo stati assolti perché il fatto non sussiste. Sono però molto amareggiato per la città. Più di tre anni di vicende giudiziarie sul Parco hanno rovinato attività economiche e hanno impedito la riqualificazione di un’area verde a causa del furore e del fanatismo conservatore del presidente di Italia Nostra Losavio, sul quale dobbiamo riflettere. Non è possibile che il dibattito culturale in città sia ammorbato dall’atteggiamento del presidente dell’associazione che ritiene che chi non la pensa come lui non debba essere sconfitto sul piano delle idee ma debba andare in galera».
Sitta ha anche ricordato «la grave disparità davanti alla giustizia tra me e Losavio. Lui è a capo di una onlus, io ho dovuto spendere una decina di migliaia di euro per difendermi, soldi che nessuno mi rifonderà».
Anche il giudizio dell’ex sindaco Pighi è categorico: «Modena si deve liberare dei passatisti che fanno denunce infondate e insensate, gente che ha bloccato una città che aveva bisogno di questi interventi previsti perfettamente conformi alle leggi e alle norme urbanistiche e ai vincoli. È indecente che chi fa accuse del genere non sia poi chiamato a rispondere».
«Il mio sentimento in questo momento - commenta all’uscita dal Tribunale - è duplice e contrastante: sono contento e molto amareggiato. Siamo stati assolti perché il fatto non sussiste. Sono però molto amareggiato per la città. Più di tre anni di vicende giudiziarie sul Parco hanno rovinato attività economiche e hanno impedito la riqualificazione di un’area verde a causa del furore e del fanatismo conservatore del presidente di Italia Nostra Losavio, sul quale dobbiamo riflettere. Non è possibile che il dibattito culturale in città sia ammorbato dall’atteggiamento del presidente dell’associazione che ritiene che chi non la pensa come lui non debba essere sconfitto sul piano delle idee ma debba andare in galera».
Sitta ha anche ricordato «la grave disparità davanti alla giustizia tra me e Losavio. Lui è a capo di una onlus, io ho dovuto spendere una decina di migliaia di euro per difendermi, soldi che nessuno mi rifonderà».
Anche il giudizio dell’ex sindaco Pighi è categorico: «Modena si deve liberare dei passatisti che fanno denunce infondate e insensate, gente che ha bloccato una città che aveva bisogno di questi interventi previsti perfettamente conformi alle leggi e alle norme urbanistiche e ai vincoli. È indecente che chi fa accuse del genere non sia poi chiamato a rispondere».
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