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Smaltiflex, gli operai scioperano  

Smaltiflex, gli operai scioperano  

San Felice. Crisi di liquidità, rischia di saltare il concordato, trenta posti a rischio: «Assurdo, salvateci»

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SAN FELICE. Uno storico stabilimento che ha resistito dagli albori del polo industriale di San Felice fino ad oggi.

E che rischia la chiusura per mancanza di liquidità, e per un contenzioso con la Regione che ha negato i contributi della ricostruzione.

Si tratta della Smaltiflex di via dell’Industria, dove ieri almeno venti dei trenta dipendenti rimasti hanno incrociato le braccia, appoggiati dai sindacati: una mattinata di sciopero, cui ne farà seguito un’altra, stamattina, per denunciare una situazione che - almeno dal loro punto di vista, e di quello delle famiglie che mantengono - non ha spiegazioni accettabili. Non parliamo della tradizionale Smaltiflex spa, quella che un tempo smaltava elettrodomestici per conto terzi, esportati in tutto il mondo. Nè della Trp che le è subentrata in sede di concordato. Parliamo della newco “Smaltiflex Energia srl”, che si occupa di produzione di manufatti per centrali termoelettriche, costituita durante il concordato, per rilevare l’attività e saldare i debiti della precedente gestione. In un paio d’anni sono già stati versati due milioni e il lavoro, soprattutto all’estero, non manca.

Ma la crisi di liquidità e di rapporti con il sistema bancario ha provocato un ritardo negli ultimi pagamenti. Siamo nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro. Il risultato è che l’operazione rischia di saltare, e gli operai di perdere il lavoro.

«C’è disperazione, è il primo sciopero che viene fatto in questa azienda in 50 anni - spiega Beneghisa, delegato Fiom - non percepiamo lo stipendio, ecco perché abbiamo deciso di lottare fino alla fine per i nostri diritti. Se queste due mattine di sciopero non dovessero servire, occuperemo l’azienda con le nostre famiglie».

«I lavoratori sono estremamente preoccupati - precisa Massimiliano Grazioso, rappresentante sindacale della Fiom-Cgil – questa è un’azienda reduce da anni complicati, ma aspettiamo di sapere quale sarà l’esito dell’incontro di lunedì alle 14 con la proprietà. Abbiamo informato anche il sindaco Silvestri e se la situazione non dovesse evolversi, speriamo possa intercedere lui a livello istituzionale».

«Noi teniamo alla nostra azienda e non vogliamo metterla in difficoltà, ma desideriamo chiarezza e continuità - afferma Roberto Verucchi, operatore sindacale Fim-Cisl - chiediamo trovi un possibile finanziatore, un istituto di credito, che possa sanare un debito divenuto oggi per questa proprietà insostenibile».

«Vogliamo poter continuare a lavorare e chiediamo risposte chiare sul nostro futuro alla proprietà», ha detto Roberto Reggiani di Rsu Fim-Cisl.

Sulla vicenda Smaltiflex pende anche un contenzioso davanti al Tar tra l’azienda e la Regione, che ha negato il contributo alla ricostruzione della parte danneggiata dello stabilimento sia all’azienda proprietaria della struttura che alla newco che la conduce. Un pasticcio nel pasticcio. (vale c.)

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